GB, è solo un sistema di allarme o un test orwelliano?

sabato, 29 Aprile 2023
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“Niente panico: è solo un sistema di allarme”. E invece il panico c’è stato.

Domenica scorsa tutti i telefonini e i tablet della Gran Bretagna sono cominciati a suonare all’impazzata: è il primo test del nuovo sistema di allarme per i cittadini predisposto dal governo di Londra.

“Questo è un test di Emergency Alerts, un nuovo servizio governativo del Regno Unito che ti avviserà se c’è un’emergenza pericolosa per la vita nelle vicinanze. In una vera emergenza, segui le istruzioni nell’avviso per proteggere te stesso e gli altri. Questo è un test. Non è necessario intraprendere alcuna azione”, è stato scritto sugli schermi degli smartphone.

Il sistema di allerta nazionale per le emergenze ha fatto squillare tutti i dispositivi elettronici presenti nel Paese, anche se impostati in modalità silenzioso, con il suono di una sirena di polizia. Il motivo di questo test è molto semplice: qualora dovessero verificarsi delle emergenze nazionali, lo Stato ha la possibilità di avvertire i suoi cittadini.

Si tratta di un test molto simile a quello utilizzato negli Stati Uniti, in Canada, in Giappone e nei Paesi Bassi. Questo test nasce per poter avvertire celermente i cittadini di emergenze quali: inondazioni, incendi, nubi tossiche e altri casi di allerta che necessitano una comunicazione rapida.

Il governo di Londra non ha pensato però che questo tipo di allarmismo sembra designato a mandare la popolazione in uno stato di panico perenne e parossistico, anziché far mantenere la calma in situazioni di emergenza e potrebbe così creare ulteriori problemi.

Il come sta vivendo il Paese la decisione dell’introduzione di questo nuovo sistema di allarme, viene poi ben sintetizzato dal Daily Mail, il tabloid più letto d’Inghilterra, con un titolo presente in prima pagina: “Quale genio ha pensato che fosse una buona idea terrorizzare l’intero Paese alle 3 del pomeriggio di domenica?”. Inoltre ha definito questo esperimento “inquietante e orwelliano”.

Sono subito nate diverse polemiche attorno a questo sistema di emergenza. Il primo a far emergere delle lamentele è stato l’Automobile Club inglese il quale ha fatto notare che l’improvvisa sirena potrebbe distrarre gli automobilisti al volante perché potrebbero essere ancora più a rischio e che una sirena in macchina potrebbe far scattare il panico.

Il timore è ricaduto poi anche per gli anziani che, non al corrente dell’esperimento, si sarebbero potuti sentire confusi e preoccupati di fronte al loro telefono che si è messo a suonare all’improvviso in quella che doveva essere una tranquilla domenica pomeriggio. Infine, il test ha messo a rischio le vittime di abusi domestici, che magari erano riuscite a nascondere un telefono segreto in casa e che, a causa dell’allarme, sarebbe potuto essere scoperto.

Anche dal mondo della politica non sono mancati attacchi all’iniziativa. Senza mezzi termini la baronessa Jones, membro della Camera dei Lord per i Verdi, ha bollato il piano come “folle”.

Un alto esponente dei conservatori ha affermato di non comprendere la misura in quanto “vogliamo una società che sia meno intrusiva invece che più intrusiva”: perché il timore è che l’invasione della privacy verificatasi con l’emergenza Covid abbia ristretto la sfera della libertà personale e allargato invece a dismisura quella dell’intervento dello Stato, aprendo spazi a ulteriori interventi nelle vite dei cittadini.

Intanto però Alex Woodman, ufficiale dei Vigili del fuoco, ha spiegato come tale sistema potrebbe diventare fondamentale in futuro, pur causando il test qualche disagio: “Per dieci secondi potrebbe essere scomodo per alcuni, ma è importante che la prossima volta lo ascolti, la tua vita e le azioni salvavita dei nostri servizi di emergenza potrebbero dipendere da questo”.

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