Un Putin spaventato, quasi nascosto. Così lo definisce Oleksiy Danilov, il segretario del Consiglio di sicurezza ucraino, certo che l’uomo delle foto nel Donbass non sia in realtà il presidente russo Vladimir Putin. Colui che stringe le mani di militari e personale di sicurezza nei territori occupati ucraini sarebbe quindi un sosia, un doppelganger inviato lì per dare l’impressione di un Putin forte e sicuro di sé. Peskov, portavoce del Cremlino, ha immediatamente confermato la presenza del vero leader russo nel Donbass, commentando la notizia uscita nei media ucraina come “molto strana”.
Certo, non sarebbe la prima volta che si vocifera di sosia del Presidente Russo, con addirittura una serie di studi biometrici protratti dalle agenzie di intelligence occidentali che hanno determinato che esistano almeno 3 sosia di Putin.
La pratica dei doppelganger non è certamente stata inventata dai russi, la maggior parte dei più grandi leader mondiali ha dei sosia utilizzati in situazioni di pericolo o in visite estere in zone rischiose. Kim Jong Un, leader nordcoreano notoriamente allarmista, è stato recentemente fotografato con due sosia, vestiti e pettinati nello stesso modo, i quali (si vocifera) partano con lui in tutte le visite ufficiali.
In passato, uno dei primi presidenti ad utilizzare un doppelganger fu Adolf Hitler; infatti, il dittatore tedesco, noto per la sua abilità nell’uso di propaganda, era notoriamente un personaggio estremamente paranoico. Per questo motivo, la storia ci racconta che Hitler usasse diversi sosia per la sua sicurezza personale, in modo da non essere facilmente identificabile da possibili attentatori. Esistono inoltre teorie della cospirazione che addirittura reputano che l’Hitler trovato morto suicida fosse un sosia, e che il vero Fuhrer fosse già scappato in Sudamerica al momento dell’invasione alleata.
Un altro presidente che ha fatto uso di un doppelganger è stato Saddam Hussein, leader iracheno noto per la sua forte personalità e la sua brutalità. Hussein non era molto apprezzato da una serie di gruppi democratici e rivoluzionari e per questo motivo faceva uso di sosia durante tutti i suoi spostamenti pubblici. Uno dei primi episodi che hanno alimentato le voci sull’uso di sosia da parte di Saddam Hussein risale al 1991, durante la prima Guerra del Golfo. In una delle prime incursioni aeree contro l’Iraq, i media iracheni trasmisero un discorso di Saddam Hussein in cui il dittatore sembrava particolarmente preoccupato e irrequieto. Tuttavia, poco dopo, fu di nuovo inquadrato Hussein, il quale ora mostrava un uomo visibilmente più calmo e tranquillo.
Un altro caso ancora sarebbe quello di Stalin, descritto come uno dei fenomeni più interessanti e misteriosi del XX secolo. Sebbene non ci siano prove certe dell’uso di sosia da parte del dittatore sovietico, numerose voci e teorie del complotto hanno suggerito che Stalin abbia utilizzato questa pratica per proteggere la sua vita e il suo potere. Una delle prime teorie del complotto sull’uso di sosia da parte di Stalin risale al 1926, quando il dittatore sovietico subì un attentato durante un comizio a Mosca. Secondo alcune fonti, Stalin si salvò grazie all’intervento di un sosia che fu ucciso al suo posto. Tuttavia, questa teoria non è mai stata confermata e rimane ancora oggi oggetto di dibattito tra gli storici.
Negli anni ’30, quando il potere di Stalin era ormai consolidato, il dittatore iniziò ad utilizzare sosia per i suoi spostamenti e apparizioni pubbliche, facendoli addestrare per imitare il suo modo di parlare e di comportarsi in pubblico.
In conclusione, quasi tutti i grandi dittatori dell’epoca moderna hanno utilizzato sosia. Un po’ per paranoia e un po’ per giusto timore, l’uso di doppelganger ha sempre garantito maggiore sicurezza, oltre la possibilità di aumentare il proprio potere, in particolare nei casi in cui si riesca “miracolosamente” a sfuggire ad attentati.



