“Secondo giorno in Lamborghini, per adesso tutto bene”, poi la tragedia. Le strade di Casal Palocco (Rm) sono diventate il triste scenario di un dramma stradale. Nella giornata del 14 Giugno scorso, una Lamborghini Urus a noleggio, a bordo 5 influencer, ha travolto una Smart familiare. L’impatto è risultato fatale per uno dei due bambini a bordo, 5 anni, probabilmente vittima di una “challenge” per youtube.
Giusto parlare di incidente? Dalle prime ricostruzioni dell’accaduto, sembrerebbe che il giovane quintetto di influencer, risultati per altro positivi ai cannabinoidi, stesse girando un “video challenge” per i canali social. La sfida consisteva nel restare a bordo dell’auto per 50 ore consecutive, scambiandosi alla guida e, chiaramente, divertendosi a spingere sull’acceleratore il più possibile.
Alla luce di queste dinamiche, al momento prevalenti nelle indagini, parlare di incidente stradale potrebbe dirsi riduttivo, dalle ipotesi sembrano emergere i lineamenti di una tragedia evitabile.
“The borderline” è il nome del canale gestito dai cinque ragazzi, letteralmente “La linea di confine”. Nella tragica ironia della sorte, quella linea sarebbe stata superata proprio mercoledì scorso, alla ricerca di quella popolarità che oggi più che mai sembra raggiungibile solo tramite internet.
I punti di domanda sono tanti, in primo luogo la giovane età del conducente, appena ventenne, forse troppo giovane per guidare una supercar a noleggio. Poi la positività alla cannabis, un dato spesso fuorviante per le indagini, la velocità del suv e le dinamiche della collisione.
Il Sindaco Gualtieri ha commentato:“C’è un’inchiesta in corso e quindi sarà la magistratura a esprimersi, ma sarebbe davvero incredibile e inaccettabile se si fossero perse delle vite per realizzare dei video”. La tragedia non farà sconti neanche sul piano politico, spunto utile a muovere critiche rinforzate. Giovani, droga e social network si preparano a tornare al centro del dibattito parlamentare, questa volta sulle spalle della giovane vittima, a dimostrazione del fatto che troppe volte è necessaria una tragedia per fermare la giostra e aprire gli occhi.
Quando una manciata di views sono in grado di abbagliare come luce divina, quando il produttore diventa schiavo del prodotto, quando il “virale” prende il posto del “reale”, la trappola consumista ha già chiuso le fauci.
“50 ore in Lamborghini”, il video che non vedrà mai la luce, verrà comunque ricordato da tutti, ma per il motivo sbagliato.



