Hollywood è in stop: sceneggiatori e attori in sciopero

sabato, 15 Luglio 2023
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Sono al centro del dibattito mediatico le vicende che in queste ore stanno scuotendo il mondo del cinema. Si tratta del primo sciopero degli attori contro l’industria cinematografica e televisiva dal 1980 e la prima volta che attori e sceneggiatori protestano contemporaneamente dal 1960, quando a capo dell’ordine degli attori c’era Ronald Reagan.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata con tutta probabilità il modus operandi della ‘Alliance of Motion Picture and Television Producers. L’associazione in questione, ad avviso degli attori non si sarebbe mostrata disponibile ad offrire alle star di Hollywood un accordo equo. I negoziati hanno avuto inizio il 7 Giugno, ma nonostante ciò,la trattativa non sembra dirigersi verso la risoluzione.

In questo senso è percettibile la forte indignazione della Sag-Aftra,ovvero l’ordine che riunisce 160.000 attori. L’American Federation of Television and Radio Artists all’interno di una nota è riuscita a centrare il vero nocciolo della questione.

Difatti pochi sanno che negli ultimi dieci anni il compenso di alcuni attori hollywoodiani stato ridimensionato e non certamente in maniera positiva a causa dell’ascesa dello streaming. Inoltre, l’intelligenza artificiale rappresenta sempre di più una minaccia cruciale per le professioni creative.

Ragion per cui tutti gli attori e gli artisti hanno deciso di scendere in piazza, al fine di ottenere un contratto che li tuteli dallo sfruttamento del proprio volto e talento senza consenso e retribuzione. La risposta della controparte è stata repentina ed è avvenuta tramite un comunicato rilasciato all’una di notte.

L’atteggiamento degli studios è apparso alquanto singolare,in quanto all’interno del comunicato sembrerebbe scaricare le colpe della vicenda al sindacato . Ad avviso degli studios sarebbe stato  il sindacato stesso a respingere  l’offerta di un aumento storico dello stipendio minimo e dei diritti d’autore.

Gli Universal studios inoltre, sempre nell’ottica dello scarica barile, hanno affermato che è il sindacato il nucleo problematico della faccenda. Ad avviso dei vertici il sindacato sta agendo in maniera inappropriata, mettendo in estrema difficoltà i lavoratori del settore cinematografico e la stessa industria.

La rilevanza della questione è comprensibile anche grazie al numero di attori che si sono esposti senza troppi filtri in merito alla vicenda. Tra i grandi nomi di Hollywood che hanno parlato dello sciopero negli scorsi giorni c’è ad esempio Matt Damon, che ha definito “incredibilmente importanti” le ragioni portate avanti dal SAG-AFTRA.

Alla prima europea di Barbie andata in scena ieri 12 luglio, Margot Robbie si era detta “assolutamente” pronta a supportare un’eventuale decisione di sciopero. Anche durante la premiere londinese di Oppenheimer, come scrive il New York Times, il cast del film ha lasciato in anticipo la sala, in solidarietà allo sciopero che sarebbe stato annunciato di lì a breve.

Il mondo del cinema sta affrontando un periodo buio, che lascerà dietro di sè conseguenze imprevedibili. Detto ciò la questione è evidentemente complessa e non sembrerebbe avere tempi di risoluzione brevi.

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