Un nuovo nemico minaccia la nostra nazione. Stiamo parlando della CCHF, chiamata anche febbre emorragica della Crimea-Congo, un pericoloso virus proveniente dall’Africa. La malattia è già rientrata nell’elenco dei patogeni prioritari che possono causare epidemie e pandemie dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Il problema principale è che il pianeta si sta riscaldando, il che favorisce la diffusione del virus, poiché le temperature in aumento in tutto il mondo espandono l’habitat delle zecche, perché sono queste a trasportare e diffondere la malattia. Il virus può essere quindi diffuso attraverso le punture di zecche o il contatto con fluidi corporei animali, come durante la cura o la macellazione del bestiame infetto.
Le zecche degli animali sono quindi considerate il veicolo principale responsabile della diffusione di questa malattia. Il morso di zecche infette permette al virus di rimanere nel flusso sanguigno degli animali, selvatici e domestici, per circa una settimana.
Dagli animali, il virus CCHF, viene trasmesso alle persone tramite punture di zecche o attraverso il contatto con sangue o tessuti di animali infetti durante e immediatamente dopo la macellazione. La maggior parte dei casi si è infatti verificata in persone coinvolte nel settore zootecnico, come lavoratori agricoli, lavoratori dei mattatoi e veterinari. Per quanto riguarda la trasmissione da uomo a uomo può invece verificarsi a seguito di stretto contatto con sangue, secrezioni, organi o altri fluidi corporei di persone infette.
Come capire se è in corso questa malattia? Ci sono diversi campanelli d’allarme.
L’insorgenza dei sintomi è improvvisa, con febbre, dolore muscolare, vertigini, dolore e rigidità al collo, mal di schiena, mal di testa, mal di occhi. All’inizio ci possono poi essere nausea, vomito, diarrea, dolore addominale e mal di gola, seguiti da bruschi sbalzi d’umore e confusione. Dopo due o quattro giorni, l’agitazione può essere sostituita da sonnolenza, depressione e stanchezza, e il dolore addominale può localizzarsi nel quadrante superiore destro, con un ingrossamento del fegato. Altri segni clinici includono tachicardia, ingrossamento dei linfonodi e un’eruzione cutanea causata da sanguinamento nella bocca e nella gola o sulla pelle.
Prevenire è meglio che curare e seguire alcuni consigli, semplici ma preziosi, è fondamentale per evitare il peggior scenario, ovvero quello di un’ennesima pandemia.
Attualmente non esiste un vaccino sicuro ed efficace ampiamente disponibile per uso umano, dunque l’unico modo per contrastare l’infezione di CCHF nelle persone è aumentare la consapevolezza dei fattori di rischio ed educarle ad adottare misure che possono diminuire l’esposizione al virus e la sua conseguente diffusione.
I consigli sulla salute pubblica dovrebbero concentrarsi su diversi aspetti.
Per la riduzione del rischio di trasmissione da zecca a uomo è opportuno indossare indumenti protettivi e, in mancanza di questi è consigliabile scegliere vestiti di colore chiaro per consentire un facile rilevamento delle zecche. Per la riduzione del rischio di trasmissione da animale a uomo bisogna indossare guanti e altri indumenti che vadano a proteggere la pelle durante il contatto diretto con gli animali e dei loro tessuti. Ancora meglio è mettere in quarantena gli animali. Invece, per ridurre il rischio di trasmissione da uomo a uomo nella comunità è doveroso indossare dispositivi di protezione, soprattutto se ci si prende cura di persone malate e lavarsi le mani regolarmente.
Il tutto non vi sembra familiare?



