Come è prevedibile l’eredità letteraria della Murgia è destinata ad occupare, nel lungo termine, una posizione non di certo marginale all’interno della narrativa italiana. In questo senso l’opera della scrittrice che ha fatto più discutere, sia al momento della sua pubblicazione che ancora oggi è senza dubbio “Istruzioni per diventare fascista”.
Fin dal 2018, ovvero l’anno della sua uscita, il libro ha riscosso una risonanza mediatica da non sottovalutare. Qui emergono, anche se in maniera sottile, le considerazioni politiche e politologiche della Murgia. Difatti fin dalle prime righe dell’opera l’autrice ha utilizzato un modus operandi chiaro, caratterizzato da un’esplicita ironia e da provocazioni sottili.
Il fulcro del libro, inaspettatamente da quello che si potrebbe pensare è proprio l’epilogo. Difatti alla fine è contenuto un test composto da 65 frasi, che a parere della Murgia possono aiutare il lettore a capire quanto sia fascista da 1 a 10.
Per intenderci bisogna segnare le frasi considerate di “buon senso”, contarle e poi calcolare il risultato finale. Più frasi sono considerate di “buon senso”, più si è fascisti. Si tratta di un vero e proprio fascistometro. Ma qual è il contenuto di queste frasi? Un po’ di tutto e la scelta di questo “tutto” non è di certo casuale.
Difatti il fine ultimo della Murgia era quello di far comprendere, come ha dichiarato anche lei stessa durante le varie presentazioni del libro, che siamo tutti un po’ fascisti senza accorgerci di esserlo. Tra le frasi più popolari delle 65 troviamo “il suffragio universale è sopravvalutato”, “ Lo stupro è più inaccettabile se commesso da qualcuno che chiede accoglienza”, “Destra e sinistra ormai sono uguali”, “ il radical chic che dà lezioni con il Rolex al polso?” e ancora “ Un paese senza confini non è un paese”.
Come è deducibile dalla lettura di alcuni di queste proposizioni, più che frasi fasciste, si potrebbero definire frasi qualunquiste che cercano disperatamente di avvicinarsi alla disciplina della tuttologia. Non è un caso che queste affermazioni siano state pronunciate perlopiù da politici e in tempo di elezioni.
Seguendo però la linea d’azione del fascistometro coloro che affermano che “Un paese senza confini non è un paese”, sono a tutti gli effetti dei fascisti. In cambio però, oltre che fascisti, potranno definirsi anche degli esperti di diritto internazionale. Difatti la Convenzione Montevideo del 1933 sui diritti e doveri degli Stati definisce tre criteri ben precisi affinché uno Stato si possa considerare tale e tra questi vi è la presenza di un territorio delimitato da confini.
Come anticipato precedentemente alla fine vi sono poi dei risultati, per capire effettivamente quanto siete fascisti: da 0 a 15 punti la scrittrice vi posiziona tra gli aspiranti fascisti, quindi anche se riuscite a totalizzare 0 punti, siete comunque un po’ fascisti. Da 16 a 25 punti rientrate tra i proto-fascisti, 26-35 fate parte della categoria che è solita esordire con la frase “Non sono fascista, ma…”, dai 36 ai 50 punti siete dei militanti consapevoli e dai 51 ai 65 avrete raggiunto il livello massimo del fascistometro.
Alla luce di ciò, voi quanto siete fascisti?



