In un Paese frammentato, con una destra apparentemente unita ma che non sta mantenendo le promesse elettorali ed una sinistra più che mai divisa e impopolare, una nuova forza potrebbe irrompere in vista delle Elezioni Europee del 2024: il centro.
All’interno di questo nuovo gruppo c’è, ovviamente, Matteo Renzi, leader d’Italia Viva e politico che in un modo o nell’altro mantiene sempre il suo bacino elettorale di fedelissimi. Renzi, oramai allontanatosi da Calenda e dall’idea di una federazione insieme ad Azione, ha compreso come la morte di Berlusconi abbia lasciato quello che sembra un buco ideologico nel centrodestra, dovuto soprattutto ad un Tajani che sembra incapace di sfondare in Italia ma che continua ad essere estremamente apprezzato nelle istituzioni dell’Unione. Anche a sinistra però, l’ex primo ministro potrebbe riuscire a rubare qualche voto che risulterebbe cruciale alle Europee. La Schlein non convince e i 5 Stelle non riescono a prendere piede, mantenendo un’ampia varietà di elettori insoddisfatti e, dunque, appetibili al nuovo Centro.
Certamente, Renzi rinomatamente non è una figura apprezzata da alcuni membri del centrodestra, come Toti e Lupi, i quali, probabilmente correttamente, preferiscono rimanere in una lista di centrodestra per il sistema proporzionale delle Europee, dove presentarsi come unione di centro potrebbe portare a un fallimento clamoroso qualora non si superasse il 4% (cifra considerata quasi impossibile per Italia Viva da sola, dato che i sondaggi la danno attualmente sotto il 3%).
Agli occhi di tutti appare chiaro chi sia, in questo caso, il vero ago della bilancia: Forza Italia. Dopo la morte del Cavaliere, i fedelissimi potrebbero andare alla ricerca di partiti più moderati e, soprattutto, non alleati con Fratelli d’Italia e la Lega, considerati spesso troppo di destra. Gli ideali di Tajani sono evidentemente molto più vicini a quelli del centro, del Partito Popolare Europeo e della Democrazia Cristiana rispetto a quelli di Identità e Democrazia o del Gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei. Un’alleanza di centro capeggiata da Tajani potrebbe ridare vita e portare elettorato giovane a Forza Italia, ma non considera il gravoso problema dei Partiti Europei.
Italia Viva aderisce e condivide le posizioni di Renew Europe insieme a Calenda, mentre Noi Moderati e Forza Italia sono affiliati al PPE. Di conseguenza sarebbe non solo estremamente difficile ma quasi assurda un’alleanza in ottica europea tra questi partiti a meno che qualcuno decida di fare marcia indietro sui propri ideali.
Renzi, intervistato, ha poi affermato che se “il Centro farà un bel risultato saremo attrattivi per i delusi di ‘Forse Italia’ e per chi nel Pd non può stare con Schlein. La leadership – definiamola così – di Elly è l’opposto del riformismo. La sinistra vince solo se guarda al centro: in America si è vinto con Clinton, Obama e Biden, non con Sanders e Ocasio-Cortez. Nel Regno Unito si è vinto con Blair e si vincerà con Starmer non con Corbyn”. Così l’ex premier ha definitivamente dato l’addio alla sinistra e agli ideali che un tempo incarnava come leader del PD, per accogliere a braccia aperte l’era del nuovo Renzi centrista che piano piano mangia i voti delle altre forze al centro dello spettro politico.
