È una finanziaria low cost, ecco perché

mercoledì, 30 Agosto 2023
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Venti miliardi di euro. A tanto ammonta il buco che il governo Meloni deve riempire (di soldi) per completare questa legge di Bilancio, che se non si annuncia lacrime e sangue come quelle dei tempi di Monti poco ci manca. Le prime coperture dovrebbero arrivare dal prelievo sui famosi extraprofitti delle banche, che dovrebbe far racimolare 2 miliardi e mezzo. Per il resto la caccia al tesoro è appena all’inizio. Vediamo cosa ha in mente il governo:

Chiediamo una mano a Bruxelles

La soluzione preferita è ovviamente quella di spendere di più, aumentando il rapporto deficit/Pil dal 3,7% previsto a un più generoso 4,5%. Il problema è che per farlo serve l’autorizzazione di Bruxelles, che si sta impegnando nella revisione del temibile Patto di stabilità. Se non si arriverà a un accordo altro che 3.7%, l’Italia dovrà fermarsi a un misero 3%! Vincere il gruppo dei falchi si può, il problema è che per riuscirci non abbiamo altra scelta che allearci con la Francia, che col governo Meloni ha un rapporto pessimo a dir poco.

Torniamo sul Britannia

Un’altra soluzione per far cassa velocemente, proposta da Forza Italia, è dar via un altro po’ di gioielli di famiglia procedendo all’ennesima ondata di privatizzazioni. L’idea è fieramente osteggiata dalla parte “sociale” del governo, ma non è detto che nel segreto delle riunioni a porte chiuse i partiti della maggioranza non trovino un accordino per cedere almeno i porti (alcuni, come quello di Trieste, fanno gola agli investitori perché sono una delle principali vie d’accesso alle merci cinesi) mantenendo la solita quota di garanzia tramite Cassa depositi e prestiti.

Più accise per tutti

Un’altra mano la può dare il costo esorbitante dei carburanti, arrivato ormai nel caso della benzina ben oltre i 2 euro al litro nonostante non si sia verificato alcun aumento del prezzo del petrolio. Il governo si è ben guardato dal protestare, anche perché le accise vengono pagate in proporzione rispetto al prezzo alla pompa: in altre parole, più costa la benzina più lo Stato incassa in tasse. E con questi aumenti c’è da ricavare un bel tesoretto.

Assalto ai pensionati

Un’altra soluzione, finora non confermata, prevede lo stop all’indicizzazione delle pensioni più alte. L’idea non è originalissima; Giorgetti l’aveva già messa in campo lo scorso anno, garantendo un risparmio di 10 miliardi in tre anni. Quest’anno si potrebbe procedere con un taglio ancora più ampio, contando sul fatto che la misura verrebbe presentata come un sacrificio chiesto ai nonni per il bene delle famiglie, ovvero di figli e nipoti. Certo si interverrà su fasce di popolazione che, pur senza essere particolarmente benestanti, a fine mese ci arrivano. Ma davvero comincia a diventare difficile capire in cosa questo governo si differenzi da un ipotetico esecutivo Schlein.

Over 60 tutti in ufficio

Dato che il governo prevedere di togliere di mezzo la rivalutazione automatica delle pensioni più alte tanto vale restare al lavoro, facendo così risparmiare all’Inps qualche altro miliardo. Ecco quindi che ci si prepara per questa Finanziaria a una semplice riproposizione di Quota 103, con l’intenzione di mantenere in funzione la famigerata riforma Fornero, che tutti in questi anni hanno attaccato ma nessuno ha avuto il coraggio di togliere di mezzo.

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