Giornata Europea della Cultura Ebraica all’insegna della bellezza

lunedì, 11 Settembre 2023
2 minuti di lettura

La Giornata Europea della Cultura Ebraica è arrivata alla sua ventiquattresima edizione.

Fin dall’origine nel 1999 lo scopo della manifestazione è quello di promuovere il dialogo, la cultura e la conoscenza come veicolo di comprensione e tolleranza.

All’iniziativa partecipano trenta Stati europei, coadiuvati dall’AEPJ – Associazione Europea per la Preservazione e la Promozione della Cultura e del Patrimonio Ebraico – e nel nostro Paese è coordinata e promossa dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.

Gli organizzatori per ogni edizione propongono un tema comune e idee grafiche atte a creare una certa omogeneità tra tutti i Paesi.
Quest’anno il tema scelto per la Giornata Europea della Cultura Ebraica è la memoria. Attraverso la storia e la narrazione, la memoria mantiene vive le ricche tradizioni dell’ebraismo.
Ogni comunità si racconterà al pubblico, attraverso conferenze, visite guidate, rappresentazioni teatrali, mostre d’arte e passeggiate archeologiche.

L’obiettivo principale è sempre quello di spiegare ai concittadini non-ebrei il significato di essere ebrei e portare in primo piano, il mondo ebraico spesso sconosciuto.
L’Italia fa parte dei primi paesi ad aver aderito alla manifestazione ma negli anni si sono aggiunti altri Stati e organizzazioni come la celebre Library of Israel che mette a disposizione il proprio materiale per mostre ed eventi.

Nel nostro Paese la Giornata Europea della Cultura Ebraica è una manifestazione diffusa in gran parte della penisola.
101 località aprono le porte di sinagoghe, musei e altri siti ebraici per accogliere decine di migliaia di visitatori, con un programma realizzato dall’Assessorato alla Cultura e Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma che coinvolge gli aspetti storici, archeologici, filosofici ed artistici.

In Italia il tema della manifestazione è la Bellezza.
E la città scelta per l’inaugurazione ufficiale e nazionale del 10 settembre è Firenze, patria del Rinascimento e simbolo di bellezza.

La Giornata Europea è stata quest’anno insignita della Medaglia del Presidente della Repubblica e beneficia del Patrocinio del Ministero dell’Istruzione, del Dipartimento per le Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell’ANCI, Associazione Nazionale Comuni Italiani.

Il Rabbino Capo di Roma, Rav Riccardo Di Segni ha spiegato, in occasione della presentazione della Giornata Europea, che il tema di quest’anno poteva sembrare una scelta provocatoria perché l’ebraismo ha una diversità di approccio alla Bellezza diverso da altre religioni o altre culture.
Nelle sinagoghe non si troveranno dipinti, statue o affreschi che ritraggono l’Altissimo o uomini o animali. Ma la Bellezza nella religione ebraica è stata ed è comunque coltivata con estrema cura.
Nella religione ebraica il senso privilegiato non è quello della vista, che può essere ingannevole ma, quello dell’ascolto. L’ascolto della Parola.

Per Victor Fadlun, presidente della Comunità ebraica di Roma, “il paradigma ebraico della Bellezza si può ritrovare nella Roma rinascimentale quando la ‘città eterna’ si aprì all’accoglienza della comunità sefardita, costretta a fuggire dalla Spagna. Quella contaminazione produsse grandi risultati in tutti i campi in un’ottica di solidarietà e crescita nell’arricchimento della società. Una ricetta ancora più attuale nelle società contemporanee”

La Bellezza, dunque, è il fil rouge che unisce idealmente tutti gli eventi, attraverso le diverse declinazioni ebraiche dell’idea di bellezza.
E i percorsi sono molti e diversificati:
la magnificenza degli oggetti di culto, i preziosi manoscritti, i tessuti, le architetture delle sue sinagoghe, le musiche liturgiche e la poesia dei suoi testi sacri. Ma anche la bellezza della persona, la cura del corpo e della sua salute e quella del sentimento amoroso.

Rav Jonathan Sacks il famoso rabbino e studioso britannico, diceva “La grande differenza tra l’antico Israele e l’antica Grecia è che i greci credevano nella santità della bellezza mentre il giudaismo parlava della bellezza della santità (hadratkodesh)”.

Nella Torà sono molteplici i termini affini o sinonimi di Bellezza.
Yafe, Tiferet, Nechmad, Nehedar, Tov, Naim. Bello, gloria, carino, splendido, buono, piacevole.
E queste parole insieme hanno creato un’immagine calligrafica che ha composto il logo della manifestazione di quest’anno.

Sofia Barilari

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.