“Questo condominio non è un albergo” è l’iniziativa promossa dal Sunia di Firenze e da Progetto Firenze, in collaborazione con la Cgil. Nel concreto si tratta di uno sportello aperto dai primi di Giugno 2023, il quale ha la finalità di difendere i residenti del posto, che da tempo affermano di essere assediati da un quantitativo ingestibile di turisti all’interno dei condomini.
Il progetto ha riscosso un successo non indifferente, tanto che è già stata prevista l’apertura di altri sportelli nelle città di Lucca, Siena, Pisa e Arezzo. La segretaria regionale Laura Grandi, si è espressa in merito, evidenziando il fulcro del problema: “Numerose sono le segnalazioni e le criticità. Una serie infinita di problemi con i quali i residenti si trovano a confrontarsi quotidianamente. Problemi legati alla sicurezza, alla qualità dell’abitare, ai costi aumentati, rumori molesti e tutta una serie di vicissitudini, nei confronti della quale non si trovano difese e possibili rimedi.-conclude in seguito affermando che- La sacralità della proprietà privata batte i diritti dei residenti a vivere normalmente nella loro abitazione: perché ad oggi la legge permette di poter trasformare condomini in alberghi diffusi. E quello che si tutela è il diritto alla rendita, di rendere impossibile la vita degli abitanti”.
Il riferimento sarcastico è evidente, ma è bene sottolineare che non si distanzia troppo dalla realtà. Difatti nonostante le giornate effettive dedicate allo sportello siano state solamente 8, le persone ricevute sono arrivate a quota 97. Sono di un numero nettamente superiore le segnalazioni avvenute telefonicamente e le email ricevute sulla casella postale dello sportello.
Nonostante la modalità di segnalazione differisca è presente un unico comun denominatore tra le lamentale dei residenti, ovvero l’impossibilità di vivere, sia in veste di proprietari che di inquilini, nei condomini, diventati ormai degli alberghi diffusi.
E’ evidente che l’unica risoluzione che potrebbe andare incontro alle esigenze dei risedenti fiorentini sarebbe un intervento normativo. Sarebbe auspicabile, in questo senso, una legge di portata nazionale volta a contrastare gli effetti indesiderati degli affitti turistici. Non molti sanno che un’iniziativa in questa direzione è già stata strutturata dal Ministero del turismo presieduto dalla ministra Santanché.
Tuttavia gli sforzi dell’attuale ministra non sembrano essere stati sufficienti, in quanto la bozza presentata non conteneva gli strumenti funzionali e sopratutto strutturali per governare con efficacia il fenomeno. Alla luce di ciò sono emerse molteplici proposte da parte del Sunia Toscana, Cgil Toscana e l’associazione progetto Firenze. Le iniziative vertono sul tema della revisione della normativa regionale in materia di turismo e urbanistica.
L’intenzione sarebbe quella di consentire agli amministratori dei Comuni la possibilità di prediligere la residenza in proprietà o in locazione ad uso di abitazione principale o per motivi di lavoro e studio.



