Ferragni, le sue lacrime di “pentimento” per la poco edificante vicenda del panettone Balocco sono state già clamorosamente smentite: non sono passate neanche 48 ore dalla sua apparizione su Instagram col volto contrito e penitente che emerge una nuova storiaccia.
Stavolta la vicenda riguarda le uova di Pasqua targate Dolci Preziosi. Anche qui ci sarebbe un equivoco messaggio legato a una donazione in favore di un’associazione benefica, I Bambini delle Fate, che si occupa dell’inclusione dei bambini e dei ragazzi autistici. Dal messaggio della Ferragni che sponsorizzava le uova al cioccolato di Dolci Preziosi il pubblico poteva in qualche modo percepire che il sostegno alla suddetta associazione era legato alle vendite del dolce pasquale. Invece la donazione in favore dell’associazione benefica è avvenuta in modo completamente autonomo. Del tutto imparagonabile anche l’entità degli assegni intascati dall’influencer (1 milione e 200/mila euro) con quanto percepito dai Bambini delle Fate (36/mila euro in tutto).
I fatti risalgono al 2021-2022 e a rivelarli è anche in questa occasione Selvaggia Lucarelli in un articolo sul “Fatto Quotidiano”. «Altro che errore di comunicazione», scrive la giornalista in un perfido riferimento al video di scuse su Instragram. «Chiara Ferragni -prosegue- ha percepito cachet da 500/mila e 700/mila euro e Dolci Preziosi ha donato 12/mila e 24/mila euro. Ferragni ha promosso le uova dicendo che lei e Dolci Preziosi sostengono l’associazione Bambini delle Fate, ma di fatto era una fruttuosa operazione commerciale».
Una vera figuraccia, soprattutto in considerazione dell’ammissione di aver «sbagliato» venuta poche ore prima. Immediata la conclusione: quello dei panettoni Balocco non è stato un “incidente”, un episodio isolato, ma un fatto che si inquadra in una precisa strategia “aziendale” del marchio Ferragni. Nessuno del resto ne dubitava. Tant’è che sui social si sono sprecati lazzi e sarcasmi sull’esibizione “teatrale” dell’influencer circa il suo “pentimento”. E fa riflettere anche quanto, al “Corriere della Sera”, dice della Ferragni l’imprenditore Franco Cannillo, da qualche tempo subentrato nella proprietà di Dolci Preziosi: la collaborazione con l’influencer è terminata dopo due anni perché «lei ha chiesto una cifra esorbitante». Altro che solidarietà, altro che buoni sentimenti…
L’imprenditore precisa, comunque, che «assolutamente non c’è stata correlazione tra le vendite delle uova e la donazione». Da Bambini delle Fate aggiungono però un particolare interessante: «Noi abbiamo stretto un accordo con Dolci Preziosi, loro volevano scrivere che la donazione era legata alle vendite, noi ci siamo rifiutati e abbiamo permesso di usare l’espressione “Sosteniamo i Bambini delle Fate”».
Due brutti scivoloni nel giro di pochi giorni. Per la premiata ditta Ferragnez non si sta per aprire un periodo molto allegro. Fiorello, tanto per dirne una, ha subito assestato, su Raidue, una staffilata alla Ferragni annunciando la produzione di un documentario dal titolo “Assegnez”.
Tempi duri per i “troppo buoni”. Buoni come panettoni e uova di Pasqua. “Buoni” soprattutto come i tanti alfieri della solidarietà che marciano a gettoni milionari.



