Cortellesi-Biancaneve: il politically correct che sta distruggendo le fiabe

venerdì, 12 Gennaio 2024
1 minuto di lettura

Paola Cortellesi ha scatenato (ancora una volta) un terremoto mediatico. Il motivo dello scandalo non è nuovo, storie antiche portano valori antichi. Ma cosa serve davvero alla società di oggi?

L’attrice e regista, reduce dall’enorme successo del suo primo film autoriale “C’è ancora domani”, è finita di nuovo al centro dei riflettori, questa volta però mancano gli applausi. Nel suo monologo per l’inaugurazione del nuovo anno accademico all’Università LUISS di Roma, Paola Cortellesi ha tirato nuovamente in ballo un evergreen tra gli argomenti scottanti: il difficile rapporto tra politicamente corretto e grandi classici. Un rapporto complesso che cerca l’equilibrio precario fra tradizione e modernità, rispetto dell’autore e nuova società inclusiva.

Questa volta il tema centrale è quello del femminismo, rapportato alla favola di Biancaneve. A detta dell’attrice, l’unico “potere” che le fiabe abbiano mai assegnato ai personaggi femminili è la bellezza, contornata da fragilità e debolezze sempre in attesa di essere colmate dall’uomo di turno. La critica continua con i sette Nani, a cui la povera Biancaneve avrebbe semplicemente fatto da “colf”.

Insomma, gli spunti di riflessione non sono pochi, e ad ogni modo, la porta della discussione è ormai stata aperta. Ricordiamo quindi altri casi in cui I “grandi classici” si sono trovati a tu per tu con il politicamente corretto.

Partendo proprio dalla stessa Biancaneve, era meno di un anno fa quando, in occasione dell’uscita del nuovo film, la principessa più famosa del mondo si era trovata nuovamente sommersa di critiche. Questa volta a scomparire erano proprio i Nani, sostituiti da un gruppo di persone “ben differenziato”, ed il Principe, inutile di fronte all’emancipazione femminile.

Si passa poi alla Sirenetta, sommersa di polemiche semplicemente perché rappresentata da un’attrice di colore. Era la prima volta nella storia, ma agli occhi dei più accaniti paladini della tradizione, anche questa rivoluzione stava piuttosto stretta.

Non è fuggito alla morsa nemmeno Roald Dahl, autore del cult “Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato”. Dagli Oompa Loompa ai termini più offensivi, la forbice della cosiddetta cultura Woke ha portato alla riscrittura di parti corpose degli storici romanzi.

La nuova Cenerentola, interpretata da Camilla Cabello nel reboot di Sony ha quindi la carnagione olivastra, veste sfarzosa con paillettes e colori brillanti, ed è affiancata da una “fatina” genderless di colore. Insomma, una vera provocazione alla  tradizione più ferrea.

Nel mirino anche i film di James Bond, i romanzi di Agatha Christie, il Grinch, Dumbo, Peter Pan e Gli Aristogatti.

Insomma, Paola Cortellesi non ha certo portato sul tavolo un argomento nuovo, ma un nuovo argomento destinato a lunga vita. I più moderati, inter partes, direbbero che occorre riflettere sull’ insensibilità sociale delle epoche passate, non per giudicarle o condannarle, ma per capirle e imparare da esse. Quale sarà la strada migliore da percorrere? 

 

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.