Inquinamento al Nord Italia: ma i dati sono davvero così allarmanti?

sabato, 24 Febbraio 2024
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È ormai al centro del dibattito mediatico la classifica stilata da IQ Air, secondo il quale Milano sarebbe la terza città più inquinata al mondo. In linea con i dati raccolti domenica 18 febbraio alle ore 17, Milano è risultata essere la terza città con il più elevato livello di inquinamento atmosferico al mondo, dietro solo a Lahore e Dakka.

Ma questi dati sono davvero affidabili? Prima di trarre conclusioni troppo affrettate, è necessario fare delle precisazioni e prendere in considerazione i dati nella loro interezza. Questo perché la classifica di IQ Air ha preso in analisi solo l’indicatore PM 2.5 che ,per i meno esperti, rappresenta sostanzialmente solo uno dei molteplici indicatori  dell’inquinamento atmosferico.

Difatti un ulteriore indicatore da non tralasciare è il PM 10. Gli esperti di Wired, non convinti dei dati forniti dalla società svizzera, hanno confrontato le concentrazioni di PM 10 attuali con quelle passate, ottenendo dei risultati alquanto inaspettati.

Dall’analisi svolta sulle città di Torino, Milano, Brescia, Bologna e Verona, è risultato che l’aria di oggi è meno inquinata che in passato. Questo non vuol dire che ci sia un’ottima qualità dell’aria, in quanto affermare ciò sarebbe alquanto utopico, tuttavia questo fa comprendere che l’allarmismo degli ultimi giorni si è fondato solo in maniera parziale sulla verità.

Ciò è dimostrabile prendendo come esempio la città che ha scatenato la polemica, ovvero Milano e i dati relativi alla sua concentrazione di PM 10. I periodi da prendere in analisi sono l’invero 2011/2012 con il recente inverno 2023/2024. I dati forniti da una stima comunale di  Arpa Lombardia hanno confermato che i valori del 2023/2024 sono senz’altro inferiori a quelli precedenti.

Difatti le giornate di superamento della soglia sono passate da  87 a 29, con una riduzione complessiva del 66,7%. Proseguendo all’ interno della Pianura Padana, anche i dati riguardanti Brescia presentano una situazione simile se non analoga a Milano.  Prendendo in esame  i dati dell’inverno 2011/2012 con quelli attuali vi è una diminuzione notevole di microgrammi per metro cubo di PM 10.

Difatti le concentrazioni di PM10 sono scese in poco più di dieci anni da 90 a 27 tra la metà di ottobre e la metà di febbraio. Il calo, in termini percentuali, è stato del 70%. Nel caso di Bologna la fonte relativa ai dati non è stata solo l’Arpa, ma anche il sito ufficiale del comune con riferimento alla centralina di Porto San Felice.

In questo caso confrontando l’inverno di 10 anni fa con quello corrente le giornate di superamento della soglia di 50µg/m³ nell’inverno 2013/2014 furono 27, ora ci si è fermati a 12.

Per affrontare la situazione corrente il sindaco di Milano ha inviato una lettera al governatore Attilio Fontana al fine di  chiedere l’apertura di un tavolo tecnico di lavoro .

Le richieste principali sono tre: stop alla combustione di biomasse nei centri urbani, la deroga allo stop per i veicoli più inquinanti e l’interruzione degli incentivi per l’acquisto di auto a benzina e diesel.

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