Nel 1874, a Parigi, si tenne una mostra di giovani pittori indipendenti. Ma fu solo uno di loro che, con Impression, soleil levant, diede il nome e il via all’innovativo movimento.
Fino al 14 luglio “Monet. Capolavori dal Musée Marmottan Monet, Paris” porta a Padova al Centro Altinate San Gaetano tutta la magia della luce e dei colori che hanno reso universalmente celebre il Maestro dell’Impressionismo.
Le opere del Musée Marmottan esposte a Padova sono parte della collezione personale di Monet che egli custodiva gelosamente nella sua casa di Giverny e da cui non ha mai voluto separarsi. Fanno parte del suo mondo interiore e riflettono le sue emozioni, i suoi legami con altri artisti da cui trasse ispirazione, la sua visione del mondo.
In esposizione oltre 50 capolavori – tra cui le Ninfee, gli Iris, i Paesaggi londinesi e molti altri ancora – arricchiti da sale spettacolari, tantissimi contenuti, video, testimonianze e atmosfere magiche.
La mostra non presenta solo opere appartenenti ai celebri cicli realizzati da Monet nell’instancabile ricerca sulla luce nel suo Giardino di Giverny, ma si occupa dell’intero percorso umano ed artistico, a partire dagli inizi, per proseguire col Monet viaggiatore, in Olanda, in Norvegia, a Londra, per finire appunto con la sua produzione più intima, degli ultimi 25 anni.
Nelle sale il racconto della vita di Monet si svolge attraverso alcuni ritratti della sua figura fatti dai suoi amici artisti, come lo splendido ritratto realizzato da Pierre Auguste Renoir nel 1873, quando Monet aveva 33 anni, o alcuni acquerelli di Eugène Boudin, pittore che il giovane Monet guardava con un certo sprezzo quando incrociava le sue opere dove egli stesso vendeva le sue caricature per poche monete, e di cui in seguito divenne invece collezionista.
Troviamo anche dipinti che testimoniano la sua ricerca sulla luce nel riportare su tela i paesaggi e le figure che ritraeva, con quelle pennellate veloci divenute emblema dello stile impressionista e della Pittura En Plein Air. Possiamo quindi ammirare opere realizzate tra il 1870 e il 1875, come “La spiaggia di Trouville“, dell’estate del 1870, quando sua moglie Camille Doncieux e il loro primo figlio Jean lo raggiunsero a Trouville, una stazione balneare alla moda durante il Secondo Impero. Opera emblematica di luce, spazio e composizione, temi che Monet approfondirà per tutta la vita.
La mostra Monet. Capolavori dal Musée Marmottan Monet di Parigi è anche un evento unico per il pubblico italiano che, per l’ultima volta, potrà ammirare questo nucleo di opere straordinarie prima che possano essere nuovamente esposte in Italia per i prossimi anni.



