Usa-Tik Tok al bando. Cosa c’è dietro questa vera nuova guerra. Altro che bullismo

giovedì, 14 Marzo 2024
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La Camera degli Stati Uniti ha approvato a larga maggioranza, 325 voti a favore e 65 contro, una legge che potrebbe portare ad una messa al bando di Tik Tok, il celebre social network cinese. La legge, che Biden ha già dichiarato di voler sottoscrivere, ora passerà al vaglio del Senato Usa. La cosa davvero interessante è il nome del provvedimento “Protecting Americans From Foreign Adversary Controlled Applications Act”, che in italiano suona più o meno così: legge per proteggere gli americani da app controllate da avversari stranieri.

Questa legge, se definitivamente approvata, imporrà alla società cinese ByteDance che controlla Tik Tok di vendere le quote azionarie entro sei mesi (180 giorni) ad una società statunitense. In caso negativo, il social network sarà bandito dagli app store e dai server americani. A nulla sono valsi gli appelli del portavoce del social network, secondo cui la legge potrebbe avere un impatto molto pesante sull’economia, dal momento che sono 7 milioni le piccole imprese e 170 milioni di cittadini americani ad utilizzare Tik Tok.

Il discorso pronunciato dallo speaker della Camera, il repubblicano Mike Johnson equivale ad una dichiarazione di guerra: “Il voto bipartisan di oggi dimostra l’opposizione del Congresso ai tentativi della Cina comunista di spiare e manipolare gli americani e segnala la nostra determinazione per azioni di deterrenza nei confronti dei nostri nemici”. La guerra si sposta dai campi di battaglia e dai dazi doganali ai social network. Perché sono così importanti queste moderne forme di comunicazione? La risposta a questo interrogativo è chiara. Se i social network diventano oggetto del contendere tra superpotenze, allora non sono meri strumenti per facilitare le comunicazioni tra le persone, come è stato propagandato agli ignari cittadini, bensì strumenti di spionaggio e di controllo! Quindi, se Tik Tok è uno strumento di spionaggio e di controllo della malvagia Cina comunista, che cosa si deve pensare di Facebook, Twitter e Whatsapp, forse che siano strumenti di beneficienza? Evidentemente, anche gli americani spiano la gente con i social network, per cui il problema non è spiare o non spiare, controllare o non controllare. Il vero problema è chi spia e chi controlla. Se sono gli americani a farlo va bene, se sono i cinesi no. La reazione della Cina Popolare è stata piuttosto furiosa. “Un atto di bullismo”, così definisce questa proposta di legge il portavoce del Ministro degli Esteri cinese, Wang Wenbin. Gli americani dovrebbero, però, fare attenzione. I cinesi sono tanti. Bandire Tik Tok negli Usa può far perdere alla Cina 170 milioni di utenti. Ma se è la Cina a bandire i social network americani, il danno può essere molto, molto più pesante!

 

 

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