Cosa c’è dietro le parole di Draghi

mercoledì, 17 Aprile 2024
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Se gli Stati Uniti e la Cina continueranno a non seguire le regole del gioco, adottando leggi per migliorare le loro posizioni competitive, l’Europa sarà obbligata a fare lo stesso e a portare avanti un cambiamento radicale del suo mercato interno. Il messaggio di Mario Draghi, ex Presidente del Consiglio e della Banca Centrale Europea, lanciato durante una conferenza sui diritti sociali europei in Belgio, è chiarissimo: una rivoluzione europea.

“La nostra risposta è stata limitata perché la nostra organizzazione, la presa di decisioni e il finanziamento sono progettati per il mondo di ieri”, ha aggiunto Draghi, “Prima del COVID, prima dell’Ucraina, prima delle conflittualità nel Medio Oriente – prima del ritorno della rivalità tra le grandi potenze. Ma abbiamo bisogno di un’Unione Europea adatta al mondo di oggi e di domani. Quello che sto proponendo… è un cambiamento radicale.”

Draghi sembra quindi pronto a presentare il suo rapporto sulla competitività dell’Unione a livello di mercato internazionale, un rapporto che andrà completamente contro la Cina e il suo governo comunista, che puntano a screditare costantemente l’industria europea con una produzione eccessiva e un impatto negativo sul mercato globale e sull’ambiente. Anche i nostri alleati americani non sono stati risparmiati dall’ex Premier, condannati per l’Inflation Reduction Act di Biden, un piano economico per aumentare i fondi e gli aiuti economici verdi negli Stati Uniti e per “attrarre la produzione manifatturiera domestica ad alto valore all’interno dei loro confini, incluso quella delle aziende europee, mentre utilizzano il protezionismo per escludere i concorrenti”. 

Il nuovo piano rivoluzionario di Draghi avrà quindi come obiettivo quello di rendere l’economia europea più resiliente e competitiva sviluppando economie di scala nei settori delle telecomunicazioni e della sanità. L’ex Presidente della BCE ha poi parlato direttamente ai responsabili politici europei, che fanno ancora troppo poco per diversificare l’approvigionamento di risorse e che sono ancora troppo dipendenti dalla Cina. 

Draghi ha quindi ribadito l’importanza dell’Unione Europea nell’assicurare la fornitura di “beni pubblici”, focalizzandosi sulla spesa per il cambiamento climatico, la difesa e l’integrazione della rete energetica. Pur riconoscendo il ruolo cruciale del settore pubblico nel ripristinare il vantaggio competitivo dell’UE, ha sottolineato che gran parte delle lacune di investimento dovranno essere colmate attraverso investimenti privati. A questo scopo, ha evidenziato l’importanza di approfondire l’Unione dei Mercati Capitali (CMU), ritenendola indispensabile per attrarre il capitale privato necessario. La sua enfasi sugli investimenti privati ​​riflette le precedenti dichiarazioni fatte a febbraio, in cui ha sottolineato la necessità per l’UE di spendere ulteriori €500 miliardi all’anno per colmare il divario di investimento, con la maggior parte di questo finanziamento proveniente dal settore privato.

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