Un nuovo sguardo sui Borgia

giovedì, 2 Maggio 2024
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Il nome Borgia è diventato un simbolo, così potente che nessun membro della famiglia stessa avrebbe potuto immaginare un simile successo storico! Un successo che suscita nello studioso attento non poche perplessità! Chi analizza e studia con attenzione qualsiasi periodo storico, sa bene che non si può giudicare il passato con gli occhi e la mentalità di chi vive nel nostro tempo. La famiglia Borgia, e in particolare il futuro Alessandro VI che verrà ricordato come un feroce e folle protagonista del suo tempo, si caratterizza per il comportamento, quasi naturale e consequenziale, di chi aveva un ruolo di potere e lo gestiva come meglio credeva.

La Chiesa di allora rifletteva la società del tempo in cui la differenza tra le classi sociali permetteva a chi era al vertice dello stato, o corte che sia, di controllare anche la stessa vita di un servitore o di un qualunque sottoposto. La vita degli uomini valeva poco e tutto si svolgeva in funzione di un fine politico o religioso. Non parliamo poi della vita delle donne! Erano le pedine di futuri matrimoni per successive alleanze politiche e per nuovi rami genealogici…che avrebbero creato nuove realtà di potere. Si univano in matrimonio, terre, regni e imperi e tutto era regolato dalla convenienza senza tenere in minimo conto la volontà dei singoli. La ragion di stato era prevalente su tutto.

In questo contesto si muovono i Borgia, e la celeberrima Lucrezia ne è un simbolo fondamentale: fu una povera pedina di accordi politici a cui imporre matrimoni e successive separazioni, a seconda del momento. La sua vita era scandita dalla convenienza della famiglia a cui inutilmente più volte lei cercò di opporsi. La storia poi la descrisse come una pericolosa avvelenatrice, a cui si sono dedicati film e romanzi che ne immortalarono la fama. Ma non era questa la realtà. E il tempo, che scopre la verità, oggi, alla luce degli ultimi studi, ne rilegge la vita e ne racconta il dramma vissuto e addirittura la grande spiritualità.

E la sua morte tragica, che ebbe ancora giovane. Il padre, che amava profondamente tutti i suoi figli, e il fratello Cesare, che si distinse per il suo tumultuoso e tragico destino, non furono poi così diversi dai loro contemporanei nel comportamento non certo irreprensibile…
Certo, vollero arrivare al vertice del potere che in quel momento era a Roma e si concentrava nella corte papale. Ma i mezzi erano quelli e il fine li giustificava ampiamente, come scriverà Machiavelli, e la corte di Roma non era così diversa dalle altre corti d’Europa. Ed essere ecclesiastici non faceva la differenza: le classi dominanti si distribuivano gli incarichi e le rendite dello stato o della chiesa con la stessa disinvoltura. Ma raccontare la famiglia Borgia come esempio di corruzione, o peggio, deve farci riflettere, anche dopo la revisione storica della figura di Lucrezia.

Se si considera il senso religioso di Papa Alessandro VI, scopriamo che era profondamente devoto e praticava con zelo tutta la liturgia prevista dal suo importante ruolo. Eliminare gli avversari politici purtroppo è una pratica usata anche al giorno d’oggi. Al tempo era più evidente! E poi ora sappiamo bene quanto il mondo anglosassone abbia usato la figura dei Borgia per gettare discredito su Roma e la figura del papa! Per secoli si produssero argomenti di diffamazione sulla chiesa e sul papato! La storia di quella famiglia va giustamente riletta e contestualizzata. Questo periodo, come altri che possono essere ancora analizzati, potrebbero avere uno sguardo e una luce diversi.

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