Calcio: Favo “Cambiamo mentalità, più coraggio nell’aspettare i giovani”

lunedì, 3 Giugno 2024
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Il ct della Nazionale U.17: "Ottimo Europeo, Camarda ciliegina sulla torta" ROMA (ITALPRESS) – "Ho visto la squadra padrona del campo. Ero abbastanza sereno, anche se nel calcio internazionale la beffa è sempre dietro l'angolo se non metti il risultato al sicuro. Abbiamo costruito tantissimo, dovevamo capitalizzare meglio le occasioni da gol: è stato l'unico neo di una semifinale dominata". Così ai microfoni di 'Radio Anch'io Sport', su Rai Radio 1, Massimiliano Favo, commissario tecnico della Nazionale under 17, dopo aver raggiunto la finale europea di categoria a Cipro grazie alla vittoria per 1-0 sulla Danimarca. Mercoledì la finale contro il Portogallo, dove ci si aspetta tanto da Francesco Camarda: "Sono sempre restio a parlare dei singoli – sottolinea il ct degli azzurrini – Francesco è sicuramente un buon giocatore, ha davanti a sé un buon avvenire. Ma in questa squadra ce ne sono tanti: il capitano Mosconi, ci sono un paio di trequartisti di grande talento, tra cui Liberali, autore dello splendido slalom gigante con gol contro l'Inghilterra. La sensazione del Club Italia su questa squadra è molto importante in prospettiva futura". "Eravamo convinti di poter fare un'ottima Europeo – prosegue Favo – e Camarda è solo la ciliegina sulla torta. Credo sia anche logico che si parli sempre di attaccanti, ti danno la possibilità di vincere le partite. In più lui ha già esordito in Serie A. Però anche lui deve fare tantissimi miglioramenti. A quest'età i giocatori vanno tenuti con le orecchie basse, è più facile rovinarli che portarli al livello che noi vogliamo. Abbiamo bisogno di attaccanti di spessore per il futuro della Nazionale". La finale contro il Portogallo bussa alle porte: "Squadra tecnicamente molto valida, che ha nel Dna un calcio che abbina qualità e allo stesso tempo una cultura europea. Hanno giocatori di grande qualità e velocità nel dribbling, in particolare sugli esterni. Ma noi siamo l'Italia e dobbiamo portare a casa finalmente qualcosa. Spero di poter regalare una gioia al Club Italia, che da anni lavora con un criterio di valutazione eccezionale. La vittoria europea dell'under 19 l'anno scorso, il secondo posto mondiale under 20 e questa finale dimostrano che c'è un gran lavoro che stiamo contabilizzando". Ancora una volta, però, non ci sarà la Nazionale alle Olimpiadi: "Bisogna avere più coraggio nell'aspettare questi ragazzi. Molte volte si fanno esordire e poi si danno subito sentenze. Ci sono passato anch'io da calciatore. I ragazzi, invece, vanno aspettati. Bisogna pensare più al prodotto nostro che agli stranieri, anche in funzione della nostra nazionale. Bisogna cambiare mentalità e dare la possibilità ai ragazzi di sbagliare e quindi di crescere. Purtroppo, i nostri giovani li aspettiamo poco. L'italiano è anche esterofilo: lo straniero viene aspettato di più rispetto a quello italiano e ancora di più al giocatore del posto, al quale non si perdona niente. Da napoletano, so che i più grandi problemi li hanno avuti i giocatori napoletani a Napoli, così come i romani a Roma. Nemo propheta in patria, si dice. Per fare una battuta, si aspetta più Favinho rispetto a Favo. Invece bisogna aspettare anche i nostri prodotti, perché credo che gli Antognoni, Totti, Del Piero, Pirlo ce li hanno invidiati tutti. I grandi campioni li abbiamo avuti anche noi – conclude Favo – e prima poi torneranno, se li aspettiamo". – Foto Ipa Agency – (ITALPRESS). mc/com 03-Giu-24 09:40

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