Kiev. Il reclutamento-flop di Zelensky. Gli ucraini si sono arresi

lunedì, 24 Giugno 2024
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Le vicende belliche in Ucraina cominciano ad assumere aspetti veramente drammatici. Fin dall’inizio della guerra russo-ucraina il presidente Zelensky in pieno accordo con i membri del suo governo ha deciso di adottare la tattica israeliana, cioè quella di tenere nascoste le proprie perdite. Pertanto, nessuno sa con certezza quanti militari di Kiev siano stati uccisi o feriti dai russi durante le operazioni belliche. Secondo il conteggio dei caduti effettuato dai russi il numero degli ucraini uccisi durante la guerra sarebbe molto alto e avrebbe superato le 500.000 unità, con un numero di feriti gravi invalidi di guerra più o meno equivalente. Ma, altri conteggi ufficiosi realizzati da paesi terzi parlano di cifre molto più alte e cioè di circa un milione di caduti e un milione di invalidi di guerra.

Comunque sia, in Ucraina comincia a circolare la voce che nei cimiteri non ci sia più posto per seppellire i caduti. Nel novero dei caduti e degli invalidi di guerra ci sono di sicuro gli ufficiali dell’esercito e i soldati ben addestrati. Perciò l’esercito di Kiev è ormai fortemente degradato e con scarsa attitudine al combattimento. Si tratta di un esercito che soffre di una notevole carenza di personale umano. Il governo ucraino ha pensato bene di far fronte a questa carenza di organico con il reclutamento forzato. Per cui i commissari militari dell’ufficio di reclutamento hanno cominciato a setacciare il paese alla ricerca di uomini dai 20 ai 40 anni, da addestrare e inviare al fronte. Il governo ucraino sarà anche riuscito a nascondere le proprie perdite all’estero, ma non ha potuto nascondere la triste verità al proprio popolo. La voce si è ormai diffusa in tutto il paese: il reclutamento nell’esercito di Kiev è un biglietto di sola andata, che conduce al cimitero o all’invalidità. La conseguenza è stata che nelle città e nei villaggi gli uomini sono spariti. D’altronde, una parte degli uomini sono caduti in guerra; un’altra buona parte sono fuggiti dall’Ucraina e una piccola parte sono rimasti in patria, ma si nascondono o cercano di sfuggire al reclutamento pagando tangenti di svariate migliaia di dollari. Altri hanno aggredito i commissari militari picchiandoli o dando fuoco alle loro auto. Quali sono le ragioni profonde di questa renitenza di massa al reclutamento? Certamente il desiderio di avere salva la vita è il fattore preponderante. Ma, ci sono anche altri fattori. La vittoria sulla Russia, che il governo ucraino aveva promesso, con l’aiuto della Nato e degli Usa, non arriva e anzi i russi avanzano sempre di più conquistando, pezzo dopo pezzo i territori russofoni del Donbass. Così il morale degli ucraini è letteralmente crollato e sono rimasti in pochi a credere ancora nelle possibilità di una vittoria.

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