La chiusura dei seggi per le elezioni europee è avvenuta più di dieci giorni fa, ma a causa di errori, crash di sistema e recuperati è inverosimile parlare di esiti definitivi. A detta del Ministero dell’Interno: “Il riparto dei seggi operato su questa piattaforma è da ritenersi ufficioso e provvisorio anche per mancanza dei risultati di 78 sezioni della Circoscrizione III”.
Le problematiche che si sono verificate nella circoscrizione del centro-sud non sono da sottovalutare, in quanto di norma i presidenti di sezione comunicano tempestivamente i risultati elettorali, per garantire ai cittadini un’informazione repentina sullo spoglio.
In questo caso specifico il sistema attraverso il quale solitamente avviene il passaggio di informazioni è andato in crash, obbligando il Comune ad istituire una task force per l’inserimento dei dati alla Fiera di Roma. È proprio da lì che Ignazio Marino, candidato eletto di AVS, ed ex sindaco della Capitale, aveva registrato delle clip, per testimoniare la mala gestione del caso, attribuendo, in maniera più o meno esplicita, la responsabilità al Comune .
L’amministrazione capitolina, per giustificarsi, ha fatto sapere che i test sul sistema informatico sono stati fatti, ma su un campione meno numeroso rispetto a quanto avveniva in passato con altri sistemi. Peraltro, il sistema utilizzato per le Europee non era mai stato adoperato prima.
A sottolineare la gravità dell’accaduto sono i cosiddetti “ripescati”. Tra loro, chi ha mostrato un sentimento di particolare indignazione è stata Alessia Morani. L’ex deputata candidata alle europee per il PD al centro è stata a lungo nella lista dei possibili “recuperati”, sperando di poter far ingresso a Strasburgo.
Difatti, è stata a lungo avanti nelle preferenze, per poi essere sorpassata da Marco Tarquinio. La Morani non ha preso bene la sconfitta, tanto da affermare che: “Tra problemi informatici e cattiva gestione un quadro sconfortante. Convinta del ricorso, chiedere un riconteggio dovrebbe essere interesse non solo mio”.
L’ex deputata è difatti convinta che gli ultimi esiti siano tutt’altri che chiari: “ Vado fino in fondo, molte cose vanno chiarite”. Ad assumere una posizione netta, ma aspramente criticata, è stato l’assessore capitolino al personale Andrea Catarci.
L’assessore è stato ascoltato in commissione Roma Capitale, a proposito di quanto è successo durante le operazioni post elettorali delle Europee dell’8 e 9 giugno e, quindi sulle le motivazioni che hanno portato a ritardi eclatanti e ad una conseguente serie di ripescati e esclusi.
La giustificazione di Catarci è stata piuttosto chiara, in quanto limita il perimetro delle colpe al Viminale e al Ministero della difesa. Alessia Morani, a seguito di queste fitte dichiarazioni, non ha tardato ha sferrare un duro contraccolpo, affermando che: “ Invece di cercare responsabilità altrove, provi a capire cosa non è andato”. Riferendosi all’assessore.
Chi ha tratto giovamento dalle complicazioni della circoscrizione in questione è stato forse Marco Tarquinio. L’ex direttore di Avvenire avrà con ogni probabilità un seggio a Strasburgo, frutto di oltre 41mila preferenze raccolte.
Le idee tendenzialmente pacifiste del giornalista , arriveranno quindi al Parlamento europeo. Durante la campagna elettorale, Tarquinio ha ottenuto una notevole risonanza mediatica per le sue richieste al Pd di essere un “partito plurale”, soprattutto sulla guerra in Ucraina: “Molti dem la pensano come me sulla difesa comune”, ha affermato recentemente nei giorni che hanno seguito le polemiche scatenate dalla sua richiesta di “sciogliere” la Nato, invocando una partnership paritaria tra Europa e Stati Uniti.
Candidato nella circoscrizione Centro, Tarquinio sembrava dover rimanere escluso dal lotto degli eletti. Invece l’afflusso dei dati romani ha ribaltato la situazione nei confronti di Morani.



