Riforma Nordio. Ecco le novità introdotte dalla nuova legge sulla giustizia

giovedì, 11 Luglio 2024
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Con 199 voti favorevoli e 102 contrari, il Ddl 1718 (cd. Ddl Nordio) è divenuto legge dopo la discussione generale avvenuta alla Camera ieri, mercoledì 10 luglio.

Il disegno era stato precedentemente approvato al Senato lo scorso 13 febbraio e alla Camera il 9 luglio.

Il testo di legge riguarda diversi provvedimenti, tra i quali emergono l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio (art. 323 del Codice Penale), l’introduzione di nuove norme sulle intercettazioni, la previsione di una collegialità di giudici nelle decisioni relative alla custodia preventiva in carcere e limiti al potere del pubblico ministero di presentare appello per determinati reati.

Il Ministro Nordio ha commentato la nuova legge affermando: “Abbiamo liberato 5000 e passa Amministratori l’anno dalla paura della firma, potranno lavorare più serenamente e saranno un volano per l’economia”.

Il Guardasigilli ha fatto riferimento a sindaci ed amministratori locali che, a causa della normativa sull’abuso d’ufficio, erano restii dal firmare i provvedimenti necessari per espletare il loro ruolo, questo perché molti di loro si sarebbero “trovati migliaia di volte indagati sulla base di indizi equivoci, per un reato che era evanescente e che non era tipicizzato”.

Il Ministro Nordio ha poi sottolineato come questa stessa fattispecie di reato si sia “sempre risolta in assoluzioni che però arrivavano dopo anni”.

Questo fenomeno riguarderebbe circa 5000 provvedimenti l’anno, con conseguente paralisi della pubblica amministrazione, ostacoli alle funzioni degli amministratori, rischio di essere macchiati da accuse che comportano un danno sensibile alla carriera, incidendo non di rado, secondo il Ministro, sulla stessa salute degli indagati.

Non sono mancate le critiche dell’opposizione, alla quale il Ministro ha comunque rivolto un ringraziamento, specialmente per le componenti (Iv e Azione) che hanno votato a favore del provvedimento, ammettendo che “non è l’attuazione integrale della giustizia liberale che è nel nostro programma”, e affermando che sia ancora necessaria, ad esempio, una “riforma organica  e completa delle intercettazioni”, ma aggiungendo che “il meglio è nemico del bene”, e pertanto l’approvazione della legge sarebbe comunque da considerarsi un importante passo avanti verso la direzione giusta.

Proprio sulla normativa vigente in tema di intercettazioni, il Ministro ha parlato di vera “bestemmia giuridica”, visti i casi che hanno riguardato l’intercettazione di soggetti non iscritti al registro degli indagati, elemento che ha anche comportato la condanna da parte della Corte EDU nei confronti dell’Italia, lo scorso maggio, per la violazione dell’Art. 8 della Carta, che tutela proprio il rispetto della vita privata.

Per il Ministro, infatti, la legge appena approvata muove verso l’attuazione integrale dell’Art. 15 della Costituzione, fornendo maggiori garanzie almeno ai terzi, affinché non vengano gettati nel discredito causato dalle malefatte di altri, a seguito della diffusione di intercettazioni telefoniche.

A questo scopo, potranno essere diffuse esclusivamente le intercettazioni pubblicate negli atti giudiziari, o comunque quelle strettamente considerate rilevanti ai fini delle indagini.

Ulteriore novità introdotta dalla legge riguarda la necessità per il giudice di procedere all’interrogatorio dell’indagato prima di disporre la misura cautelare, evitando inutili permanenze in carcere dei soggetti in attesa di giudizio che, secondo i dati riportati dal Ministro, rappresenterebbero ad oggi il 30% dei detenuti;

Per l’adozione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, inoltre, non sarà più sufficiente la firma del singolo Magistrato, ma a decidere sarà un organo collegiale di 3 giudici.

Secondo il Ministro Nordio, il prossimo passo per la riforma della giustizia riguarderebbe la separazione delle carriere, resa però più complessa dalla necessità di una riforma costituzionale, che richiederà tempi sensibilmente più lunghi.

Il Guardasigilli si è invece detto scettico sulla proposta di legge “deflattiva” Giachetti, finalizzata alla scarcerazione anticipata grazie all’aumento di giorni sottratti alla pena per buona condotta, da 45 a 60 giorni, disegno che secondo il Ministro rappresenterebbe una sorta di “amnistia mascherata”.

Nordio ha poi invitato alla prudenza anche sulla possibilità di una stretta per contrastare i reati perpetrati da madri con bambino.

A questo proposito, il Ministro ha fatto riferimento alla necessità di un bilanciamento tra il non manifestare un atteggiamento debole dello Stato di fronte ad atteggiamenti che provocano un vero e proprio “allarme sociale” a causa di “persone che sfruttano la propria maternità per rimanere impunite” e una riflessione che deve  rimanere “molto attenta, molto matura, e che prescinda da concetti ideologici”.

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