“Oggi si è fatta un po’ di giustizia”, sono le parole in lacrime di Daniela Bertoneri subito dopo la sentenza di condanna a 20 anni per l’assassino di sua figlia Michelle Causo. Una giornata storica quella al Tribunale dei Minori di Roma per una condanna prevista dalla legge, ma che mai era diventata sentenza. Si tratta della pena più alta mai comminata per un minore riconosciuto colpevole di omicidio. Troppo gravi i gesti e le azioni del cingalese, troppo tarda la lettera di poche righe letta senza alcuna empatia ai genitori di Michelle. Un perdono che mamma Daniela e papà Gianluca Causo non possono neppure considerare, anche perché non sincero.
Una giornata che era iniziata alle 9:30 con la prima grande sorpresa: non funziona la linea internet e l’udienza non può iniziare dato che l’imputato è video collegato dal carcere di Treviso. Alla fine però arriva come dal cielo un aiuto divino: “La sentenza è stata letta nella cappella del tribunale, un qualcosa di incredibile”, le parole commosse di mamma Daniela. E la mattinata scorre con la camera di consiglio che in due ore conferma tutto: vilipendio, occultamento di cadavere, crudeltà, premeditazione. Pena esemplare, che fa andare anche in secondo piano la possibilità che con la buona condotta potrebbe non farli tutti. Oggi per la famiglia è solo il momento di sorridere tremando, con le lacrime a rigare i loro volti.
Sentenza esemplare, ora giustizia anche per Giulia Cecchettin e Giulia Tramontano
Sono le 14:51 quando la zia commossa annuncia la sentenza che in molti non osavano sperare. Una giustizia effimera per Michelle, trucidata alle 15:30 del 28 giugno del 2023 e che oggi vede comminate al suo assassino il massimo che la legge italiana prevede. Un massimo che però non sarà mai sufficiente per i suoi genitori, la famiglia, il fidanzato Flavio e i tanti amici che ancora oggi indossano le maglie con il suo volto. Probabilmente qualcosa nella lotta al femminicidio è cambiato proprio con la mattanza di Michelle, seguita da quella di Giulia Cecchettin e di Giulia Tramontano. Loro uccise da qualcuno che diceva di amarle, Michelle da qualcuno che le voleva rubare 60 euro.
Oggi una giudice donna ha ridato non solo dignità a una ragazza di 16 anni massacrata, ma a tutte quelle donne che hanno paura e non credono nella giustizia. I 20 anni per l’assassino di Michelle sono più di una sentenza, sono una fiamma che alimenta nuovamente la speranza che alla fine la giustizia arrivi per tutti. E intanto la giovane di Primavalle continuerà a vivere nel libro su questa terribile vicenda annunciato da mamma Daniela. Che partirà proprio da questo giorno per poi tornare indietro. Un racconto destinato ad andare dalle scuole, perché per cambiare le cose la giustizia non basta e l’educazione deve proprio partire lì dove i ragazzi si formano. I 20 anni per l’omicidio di Michelle Causo sono stati una pena esemplare ed una svolta, ora la vera vittoria sarebbe cambiare la mentalità che porta la follia umana a compiere simili atti. Per far sì che non ci siano altre Michelle e Giulie a dover attendere giustizia.



