Google è pronta ad acquisire Wiz, ma l’antitrust contrasta il sodalizio

sabato, 20 Luglio 2024
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L’azienda statunitense Google è pronta a concludere un mega acquisto con Wiz, ma qualcosa potrebbe andare storto.

In linea con le indiscrezioni del Wall street Journal, la società madre di Google sarebbe pronta ad acquisire Wiz, per un totale che, per ora, si aggira intorno ai 23 miliardi di dollari.

L’accordo, qualora dovesse andare a buon fine, sarebbe l’acquisizione più onerosa effettuata da Google. A questo punto la domanda sorge spontanea: Perché un colosso come Google è interessato a una start up?

Wiz, fondata in Israele e ora con sede a New York, è una delle compagnie software in più rapida crescita a livello globale. Fornisce soluzioni di cybersecurity basate su cloud, con rilevamento delle minacce in tempo reale e risposte basate sull’intelligenza artificiale. 

Per intenderci, Wiz che annovera tra i suoi clienti gruppi multinazionali tra cui Salesforce, Mars e BMW, nell’aiutare le aziende a proteggere i programmi nel cloud ha notevolmente aumentato i suoi utili: si parla di 100 milioni di dollari in ricavi ricorrenti annuali dopo 18 mesi e 350 milioni di dollari in ricavi ricorrenti annuali nel 2023.

Wiz è già partner di Google per alcune soluzioni e ad esso la compagnia dedicherebbe una pagina dei servizi offerti tramite Google Cloud. L’acquisizione di Wiz segnerebbe, senza ombra di dubbio, un ulteriore grande passo avanti per Alphabet nel campo della sicurezza informatica.

La volontà di inglobare  Wiz nelle reti Google è perfettamente coerente con il modus operandi che l’azienda ha applicato negli ultimi mesi. Difatti la sicurezza informatica ha sempre avuto un posto prioritario all’interno delle policies aziendali.

Basti pensare all’acquisizione di Madiant del 2022. Anche in quel caso la finalità è stata, in linea con quello che ha dichiarato Google, garantire agli utenti una suite di operazioni di sicurezza end-to-end dalla capacità ancora più consistente negli ambienti on cloud e on-premise.

Ad ogni modo la trattativa potrebbe subire una notevole battuta d’arresto, in quanto potrebbe essere soggetta alle valutazioni dell’antitrust. Attualmente, Google deve già rispondere a varie procedure in corso negli Stati Uniti, tra cui una causa intentata dal Dipartimento di Giustizia sull’eventuale abuso di posizione dominante nel campo della ricerca online e un’altra riguardante gli strumenti di pubblicità digitale.   

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