Il ministro dello sport Abodi da Parigi aveva sottolineato come il consiglio federale in FIGC convocato dal presidente Gravina fosse di vitale importanza. Alla fine tutte le aspettative sono state confermate, con il numero uno del calcio italiano che ha sottolineato come su sua proposta si sia deciso di trasformare l’assemblea elettiva prevista il prossimo 4 novembre in un’assemblea straordinaria statutaria per modificare lo statuto federale.
FIGC Gravina, il video con le parole del presidente federale
Il presidente Gravina ha aperto i lavori relazionando il Consiglio circa i contenuti della riunione con i presidenti delle componenti svoltasi la scorsa settimana con oggetto la riforma delle rappresentanze negli organi direttivi. Stante l’impossibilità ad agire nell’ambito del 34% riservato ai professionisti (per la qual cosa sarebbe stato sufficiente una delibera a maggioranza qualificata del Consiglio Federale), Gravina ha condiviso con i consiglieri l’opportunità di convocare tempestivamente l’Assemblea Statutaria straordinaria per il prossimo 4 novembre. A seguito dello svolgimento di questa Assemblea, ha concluso il presidente federale, sarà immediatamente convocata l’Assemblea elettiva ordinaria (nei tempi statutariamente previsti) di fine quadriennio olimpico.
Una relazione precisa quella di Gravina, che ha sottolineato come questo non cambi nulla per il suo futuro con la riserva su una nuova possibile ricandidatura ancora tutta da decidere: “Non cambia nulla nella maniera più assoluta. La mia riserva si scioglierà nel momento in cui ho chiuso il percorso nel rispetto di alcuni principi, cioè quelle che sono le nuove regole del gioco, poi deciderò”, e ha poi sottolineato come una riforma sia urgente “Stiamo seguendo principi di politica sportiva. In parte lo chiede la nostra istituzione; in parte lo chiede la socializzazione in termini di Paese perché è giusto che si chieda una verifica della governance; ma lo chiede anche la politica. Noi rispetteremo il primo incipit fondamentale dell’emendamento Mulé: agire nel rispetto delle norme statutarie e dell’ordinamento sportivo. Modificheremo le rappresentanze e poi si andrà al voto”.
L’invito è a tutto il sistema che gravita intorno al calcio italiano, perché bisogna lavorare insieme per il percorso di riforma anche tenendo conto delle novità politiche come l’emendamento Mulè: “Ho la netta sensazione che si stia lavorando a livello aritmetico e geometrico: si tracciano delle traiettorie di ogni genere per capire se sia rilevante un peso politico rispetto a un altro e questo è un approccio superficiale. Personalmente sto lavorando su qualcosa di molto più profondo: a breve affronteremo questi temi in maniera molto decisa e incisiva. Non vedo tensioni nella nuova configurazione numerica, lo dico con la massima serenità; non vedo lì il vulnus che possa portare alla soluzione o al blocco di alcune progettualità nel mondo del calcio. Noi dobbiamo cominciare a essere convinti che il calcio italiano non ha bisogno di numeri ma di disponibilità a risolvere problemi collegati alla redazione di progettualità innovative. Quello che possono fare il presidente e il consiglio federale non è sufficiente: ci sono delle componenti che devono rendersi conto che quando si fa parte di un sistema bisogna dare un contributo sempre più responsabile nell’ammodernare il calcio italiano”
La reazione della Lega Serie A, le parole del presidente Casini
Lorenzo Casini presidente della Lega Serie A, il cui peso nelle prossime elezioni è l’oggetto del contendere, sembra moderatamente soddisfatto: “Non ci sono state sorprese. Era stato annunciato già lunedì scorso e quindi il presidente federale procederà con la trasformazione dell’assemblea da elettorale a straordinaria per il 4 novembre, in modo tale poi da mettersi subito a lavorare sulle modifiche di statuto. Va trovato il giusto equilibrio, questo è il principio espresso anche dalla nuova norma di legge ma comunque è un qualcosa che la serie A afferma da tanti anni. Qui nessuno vuole, come unica componente, prendersi la maggioranza delle decisioni; c’è uno statuto speciale come salvaguardia del diritto d’intesa e poi c’è un riequilibrio dei pesi che riguarda sia i pesi all’interno della componente del professionismo, sia poi i pesi all’interno dell’intero sistema federale. Occorre sicuramente trovare delle soluzioni per tutelare i vivai delle nostre società ed evitare poi anche che i ragazzi possano con facilità essere portati all’estero”



