Caos e proteste in Venezuela: Maduro resiste

sabato, 3 Agosto 2024
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E’ un dato di fatto ormai che la vittoria di Nicolas Maduro alle recenti presidenziali venezuelane ha gettato il paese nel caos. Erede del leader socialista bolivariano Hugo Chàvez, Maduro, 61 anni, al potere dal 2013, viene quindi ufficialmente rieletto per un terzo mandato fino al 2031. Ma da più parti si considera la vittoria frutto di brogli elettorali. Vuoi perché il risultato è arrivato in ritardo causa che l’autorità venezuelana riconduce ai massicci attacchi informatici provenienti da diverse parti del mondo. Anche gli Stati Uniti hanno rifiutato di riconoscere il presidente, rivendicando invece la vittoria elettorale per il candidato dell’opposizione, con loro altri quattro paesi dell’America latina: Argentina, Uruguay, Ecuador e Costa Rica e precedentemente Perù che hanno dichiarato presidente Edmundo Gonzalez Urrutia. Tra le proteste e le contestazioni per le frodi, nella giornata di ieri la leader dell’opposizione Marìa Corina Machado, dichiarata ineleggibile dal governo e sostituita all’ultimo momento da Gonzalez, ha convocato manifestazioni “in tutte le città” del paese per affermare “la vittoria storica” del suo candidato. Lo scenario nel paese va peggiorando di ora in ora. La dura repressione delle proteste da parte del presidente ha già provocato almeno undici morti secondo le stime delle organizzazioni di diritti umani, mentre le autorità denunciano la morte di un militare. Lo stesso neo eletto Maduro ha minacciato chi non riconosce la sua vittoria di essere processato per “tradimento”, e di avere in programma l’apertura di nuove carceri per contenere tutti i dissidenti.

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