Il presidente della Federnuoto: "Un bilancio molto positivo, ottenuto anche sette quarti posti" PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Sei medaglie (2-1-3), sette quarti posti. La Federazione Italiana Nuoto conclude i Giochi di Parigi con il secondo risultato più prestigioso della storia. Solo l'Olimpiade di Sydney 2000, da tutti ricordata come il Big Bang del nuoto (3-1-2), registra più successi di quelli di Nicolò Martinenghi nei 100 rana e Thomas Ceccon nei 100 dorso, e comunque con due nuotatori diversi: Domenico Fioravanti nei 100 e 200 rana e Massimiliano Rosolino nei 200 misti. Parigi consegna alla leggenda Gregorio Paltrinieri, divenuto il primo nuotatore italiano per numero di medaglie e capace di conquistarle in tre olimpiadi consecutive (1-2-2); dà continuità alla staffetta 4×100 stile libero che difende il podio di Tokyo e applaude Ginevra Taddeucci che doma la Senna tornata balneabile dopo un secolo. Si contano anche sette quarti posti pieni di storie, di gioie e di rimpianti, che testimoniano la qualità e densità del movimento italiano, che si stringe al Settebello, purtroppo mortificato nei quarti di finale da un'inaccettabile decisione arbitrale che ne ha rovinato il percorso. "Abbiamo conquistato sei medaglie, due d'oro, un argento e tre bronzi: un bilancio molto positivo, che fa onore ai ragazzi, alle società, ai tecnici e alla Federazione – sottolinea il presidente Fin Paolo Barelli – Abbiamo ottenuto anche sette quarti posti; sono tanti, tra loro ci sono motivi di compiacimento, ma pure di recriminazione. Ciò significa che il nostro medagliere sarebbe potuto essere ancora più numeroso, ma siamo molto soddisfatti già così. Avrei firmato per un risultato del genere alla vigilia. L'Olimpiade ci vedrà protagonisti anche nella cerimonia di chiusura con Gregorio Paltrinieri portabandiera. E' un riconoscimento alla sua straordinaria storia di atleta, fonte di ispirazione per i più giovani e modello di educazione da seguire per i ragazzi più grandi. Di riflesso è un riconoscimento pure per la Federazione e le sue società, esemplari per progettualità, competenze e risultati ed eroiche nell'affrontare e superare i problemi legati al Covid e ai rincari energetici. Le società sono le artefici della ciclicità dei nostri successi, della diffusione e della pratica delle discipline acquatiche sul territorio. Senza di loro – conclude Barelli – non ci sarebbero medaglie. Ricordiamocelo. Complimenti a tutti". – Foto Ipa Agency – (ITALPRESS). mc/com 11-Ago-24 17:55
Parigi2024: Sei podi Fin, Barelli “Avrei firmato per un’Olimpiade così”
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