Katy Perry è ufficialmente sotto indagine.
Le autorità spagnole hanno accusato l’artista di aver filmato senza autorizzazione il video del brano Lifetimes in una zona ecologicamente sensibile nelle isole Baleari.
Nelle immagini è visibile la cantante intenta a fare festa nei club delle isole di Ibiza e Formentera e poi sulle spiagge delle isole iberiche. Tra le scene riprese sono saltate all’occhio del governo di Madrid le immagine girate nelle dune protette dell’isola di S’Espalmador. Di per sé il divieto non è assoluto, ma per filmare delle immagini è necessaria una specifica autorizzazione, che lo staff dell’artista non avrebbe richiesto.
Il governo spagnolo in una dichiarazione ha affermato che la società di produzione responsabile del video non aveva chiesto il permesso. L’etichetta di Perry si è tirata indietro da qualunque responsabilità affermando che:
“La società di produzione video locale ci ha assicurato che tutti i permessi necessari per il video erano stati ottenuti”.
Il portavoce dell’etichetta WeOwnTheCity ha inoltre affermato che: “In seguito abbiamo appreso che era in corso la richiesta di un permesso, nonostante ci fosse stata data l’autorizzazione verbale ad andare avanti”.
In linea con quanto affermato e secondo la ricostruzione di WeOwnTheCity, il 22 luglio la squadra locale a supporto dell’etichetta ha presentato domanda di autorizzazione per la specifica località presso la Direzione generale per le coste e il litorale.
L’approvazione verbale sarebbe arrivata il 26 luglio, con le riprese programmate per il 27 luglio: “Abbiamo rispettato tutte le normative associate alle riprese in questa zona e abbiamo il massimo rispetto per questa location e per i funzionari incaricati di proteggerla”, ha ribadito il portavoce.
La notizia si inserisce però in un periodo particolarmente complesso per la carriera di Perry, famosissima per alcune canzoni di grande successo pubblicate tra i tardi anni Duemila e gli anni Dieci, come “I Kissed a Girl”, “Teenage Dream” e “Fireworks”, ma il cui recente ritorno sulle scene internazionali non sta andando come previsto.
Difatti negli ultimi anni i suoi album, come ad esempio (2017) e (2020), erano andati molto male, tanto da essere sostanzialmente ignorati dal grande pubblico.
Molti hanno però contestato l’attacco a Katy Perry, affermando che sarebbe opportuno focalizzarsi sulle celebrità che davvero, in maniera assidua, rappresentano un serio rischio per l’ambiente.
Star dello spettacolo, sportivi e artisti viaggiano a bordo di jet privati anche per tratte molto brevi e il loro impatto sull’ambiente non è trascurabile. Secondo l’agenzia di marketing per la sostenibilità Yard, gli aeroplani delle celebrità in media sono responsabili di 3,3 mila tonnellate di CO2, oltre 480 volte le emissioni annuali prodotte da un comune cittadino.
Ma chi sono i vip che inquinano di più?
Nel 2022 attraverso l’analisi di circa millecinquecento voli, Yard aveva scoperto che in prima posizione c’era la cantante Taylor Swift, con 170 voli e più di 8,3 mila tonnellate di emissioni causate da gennaio ad agosto di due anni fa.
Al secondo posto, dopo la cantautrice, c’è il pugile Floyd Mayweather, con 7 mila tonnellate di CO2 e due record: quello del volo più breve (appena dieci minuti) e quello del numero di viaggi (quasi uno al giorno).
Al terzo posto troviamo il rapper Jay-Z, marito di Beyoncé, che da gennaio ad agosto di due anni fa avrebbe compiuto 136 viaggi, emettendo circa 7mila tonnellate di C02.



