Jannik Sinner è risultato positivo al doping, ma a quanto pare sarebbe innocente. La vicenda risale a Marzo, ma è stata resa pubblica solamente il 15 Agosto, dopo la sentenza del tribunale. Il doppio test a cui è stato sottoposto il tennista italiano ha rilevato tracce di uno steroide anabolizzante: il clostebolo.
La positività della primavera scorsa sembrerebbe essere indubbia, in quanto è stata confermata su due diversi controlli a distanza di otto giorni l’uno dall’altro.
Sinner ha affermato che l’esposizione sarebbe avvenuta tramite contatto con le mani del fisioterapista, contaminate da una pomata contenente clostebolo che il fisioterapista usava per se stesso. La modalità di esposizione sembra essere plausibile. Difatti esistono studi che dimostrano come sia sufficiente un contatto pelle-pelle per risultare successivamente positivi.
Meno chiare sarebbero le date secondo i social: i controlli sarebbero avvenuti il 10 e il 18 marzo ma il fisioterapista avrebbe usato la pomata dal 5 al 13. Cinque giorni tra il 13 e il 18 sembrerebbero essere molti per rilevare ancora clostebolo nell’organismo di Sinner.
“Ora mi lascerò alle spalle questo periodo difficile e profondamente sfortunato”. Queste sono state le parole dell’azzurro, che ha reso nota tutta la vicenda, in contemporanea con l’Itia, cinque giorni dopo l’assoluzione e forse non a caso dopo aver superato lo scoglio del torneo americano, nel quale ha dovuto affrontare ancora difficoltà fisiche.
Allo stesso modo lo staff legale di Sinner si dice convinto che la vicenda sia chiusa. Difatti un portavoce dello staff ha affermato che “non c’è alcun dubbio che Sinner sia innocente, l’Itia non ha messo in dubbio questo principio chiave”.
Nonostante ciò non bisogna dimenticare che l’ultima parola spetterà alla Wada. La stessa, pesante incognita lo ha d’altra parte accompagnato per tutta l’estate, tra la vittoria di Miami, l’approdo al n.1 del ranking, i problemi fisici e le rinunce a Roma prima e ai Giochi poi, dove un’eventuale sentenza di condanna avrebbe avuto un effetto devastante.
Il campione ha infatti ammesso di aver avuto molti up and down. Ciò che conta però, ad avviso dell’atleta è “recuperare ed essere pronto per New York, per lo Us Open. E’ il nostro obiettivo principale per questa parte di stagione in Nord America. Spero di poter mostrare del bel tennis a Flushing Meadows. Voglio ringraziare il mio team per esserci sempre al mio fianco, anche nei momenti difficili e ne abbiamo avuti un po’ nell’ultimo periodo”. E non solo sul campo.
Ad oggi i media britannici continuano a portare aventi l’ipotesi che le lunghe pause da infortunio di Sinner (27 giorni tra Madrid e Parigi, lo stop a Roma) siano in qualche modo connesse ai procedimenti in corso. In tutta risposta Sinner ha ribadito massimo “rispetto per le regole antidoping“, ma nonostante ciò ha sottolineato la volontà di voler guardare avanti.



