Nel dibattito contro Joe Biden, Donald Trump era riuscito a dominare la discussione sfruttando le dimenticanze del Presidente democratico, evidentemente confuso e stanco e che a più riprese sembrava rendersi conto di non riuscire a reggere il confronto. Nel secondo round però, Trump non ha avuto vita facile, con Kamala Harris che si è presentata pronta per andare in guerra contro il tycoon e per convincere tutti gli elettori dei danni del repubblicano.
Già dalla prima domanda, che teoricamente avrebbe dovuto favorire Trump riferendosi allo stato dell’economia americana oggi rispetto al suo mandato, Harris è apparsa più preparata e più pronta all’attacco, facendo fact-checking continuamente nei confronti dell’ex presidente. Un problema ricorrente che è apparso nella serata di ieri è la contraddizione tra la sicurezza di Trump nei propri mezzi – arrivando a dire che ha creato la miglior economia della storia degli Stati Uniti d’America- e il continuo fact-checking fatto nei suoi confronti dalla Harris e dagli stessi presentatori, che più volte si sono trovati costretti a mettere in pausa il dibattito per smentire le affermazioni del repubblicano. Proprio per questo motivo, Kamala inizia dai primi minuti di dibattito a sottolineare che: “Quello che sentirete stasera sarà lo stesso, vecchio discorso pieno di bugie e nomignoli”.
Continuando con le domande, la strategia di Kamala Harris è chiara e diretta: evidenziare come Trump non abbia un piano economico vero e proprio, ma solo un mix di idee che andrebbero “a favorire i milionari”. Bisogna sottolineare come qui anche la Harris appare per la prima volta insicura, con l’ex presidente che, contrattaccando, va a rimarcare il fatto che Kamala abbia “copiato il piano economico, già fallimentare, di Joe Biden”.
Sul tema dell’aborto Trump sembra particolarmente sofferente, dopo aver spinto per l’annullamento di Roe vs Wade, fondamentalmente eliminando il diritto federale all’aborto delle donne americane, Trump si è lasciato andare a varie dichiarazioni controverse e contrastanti, arrivando a dire che “In West Virginia hanno l’aborto al nono mese, in altre parole dopo che il bambino è nato si decide se giustiziarlo” e che i democratici “non vogliono l’aborto ma vogliono esecuzioni di bambini”. A queste parole è arrivata una dura risposta della presentatrice di ABC, che ha sottolineato la falsità di queste parole, e la conseguente risposta di Kamala Harris: “Donald Trump non può dire alle donne cosa fare con il loro corpo”.
Tra i vari argomenti, sicuramente quello dell’immigrazione è stato quello più discusso, con Trump che, forse preso dalla carica emotiva e non aspettandosi una reazione così avversa, ha accusato gli immigrati arrivati in Ohio di “uccidere e mangiare cani, gatti e altri animali domestici.” Una frase che è stata definita da vari analisti politici come “Un punto basso di quest’era carica di teorie del complotto. È oggettivamente una falsità, criticata come fuorviante e razzista, l’idea che gli immigrati haitiani abbiano rapito e mangiato animali domestici.”
Rispetto al dibattito con Biden, Trump è apparso meno sicuro, più debole alle critiche e agli attacchi dell’avversaria (che sicuramente è stata molto più dura rispetto al POTUS davanti al repubblicano). In generale, la Harris non può che tornare a casa e festeggiare, non solo per la vittoria nel dibattito ma anche per l’endorsement ufficiale di Taylor Swift, che non si è fatta mancare nel suo messaggio di appoggio una frecciatina a JD Vance, firmandosi “gattara senza figli”, termine denigratorio contro le donne senza figli usato dal candidato alla vicepresidenza repubblicana.
