Omicidio Viareggio: ecco perché Cinzia dal Pino è ai domiciliari

giovedì, 12 Settembre 2024
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Cinzia dal Pino, titolare del Bagno di Milano di Viareggio è stata accusata dalla Procura di Lucca di aver ucciso volontariamente Said Malkoun, investendolo ripetutamente con la macchina domenica scorsa.

La donna è stata inchiodata da un video registrato dalle telecamere di sorveglianza di un negozio in via Coppino, nota strada della Darsena dove sono presenti molte aziende impiegate nella nautica.

Per l’indagata è stato disposto il braccialetto elettronico. La procura aveva chiesto la misura della custodia cautelare in carcere. Invece, il suo difensore, l’avvocato Enrico Marzaduri, aveva fatto richiesta che non venissero applicati provvedimenti o al massimo misure alternative al carcere.

il giudice ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, per il pericolo di reiterazione del reato.

A questo punto il quesito sorge spontaneo: ma chi era la vittima?

Said Malkoun era un uomo di 47 anni, forse di nazionalità algerina e non marocchina, ma questo non è certo. Senza indirizzo, senza una casa, con diversi procedimenti penali sulle spalle. 

Di lui si sa che era arrivato nel 2004 in Italia senza permesso di soggiorno e che avrebbe deiprecedenti per furti e scippi.

Per due volte sarebbe finito in un Cpr, l’ultima volta a Roma nel dicembre 2023, ma l’Algeria non l’ha mai riconosciuto come un suo cittadino. “L’ho difeso varie volte — ha spiegato l’avvocato Enrico Carboni — aveva un processo in corso dopo un’espulsione, lo vedevo spesso aggirarsi sotto lo studio, nelle scalinate della chiesa, si trascinava da una parte all’altra ma non era un tipo pericoloso”.

Nel rendere alcune dichiarazioni spontanee al magistrato, l’imprenditrice di Viareggio si è difesa sostenendo che non aveva alcuna intenzione di uccidere l’uomo ma solo di volerlo fermare perchè le aveva scippato la borsa.

Al giudice la 65enne avrebbe spiegato anche di non aver chiamato la polizia perchè il suo cellulare era nella borsa che le era stata rubata poco prima.

La vicenda racchiude un’importanza lampante, oltre per la drammaticità di per sé, ma anche per i temi che ha inevitabilmente riportato all’attenzione. Si parla quindi di legittima difesa da un lato e di disumanità senza attenuante alcuna dall’altro.

È centrale anche il tema della mancanza di volontarietà. È stato lo stesso vice-segretario della Lega Andrea Crippa a sostenere la tesi in questione. D altro canto l’opinione pubblica si è schierata in maniera diametralmente opposta, affermando che pensare che non ci sia volontarietà nel compiere un gesto di questa portata rende, chiunque lo pensi, complice di questo triste episodio.

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