Il Tribunale di Latina ha emesso una sentenza storica il 20 settembre 2024, condannando l’INAIL a riconoscere la malattia professionale di Enrico Armeni, un operaio di 78 anni, causata dall’esposizione all’amianto presso il Cantiere Posillipo S.p.A. di Sabaudia (LT). Armeni, originario di Latina, ha lavorato come tecnico e capo reparto di manutenzione nel cantiere navale dal 1966 al 1983. Nel 2019 ha iniziato a manifestare i primi sintomi di una malattia pleuro-polmonare precancerosa, dovuta alla prolungata esposizione alla fibra di amianto.
Il lavoratore aveva presentato all’INAIL una richiesta di riconoscimento della malattia professionale e del certificato di esposizione all’amianto, al fine di ottenere dall’INPS l’adeguamento contributivo e un conseguente aumento della pensione. Tuttavia, l’ente aveva negato la certificazione, costringendo Armeni a rivolgersi al Tribunale di Latina per ottenere giustizia, assistito dall’avvocato Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA).
Il consulente tecnico d’ufficio (CTU) nominato dal tribunale ha confermato la natura occupazionale delle lesioni pleuro-polmonari, accertando che l’esposizione prolungata all’amianto nel corso dell’attività lavorativa presso il cantiere navale è stata la causa diretta della malattia. La sentenza obbliga l’INAIL a riconoscere la malattia come legata al lavoro svolto, aprendo così la strada a un adeguamento pensionistico.
L’ONA, da tempo impegnato nella tutela delle vittime dell’amianto, offre assistenza legale e sanitaria alle persone colpite attraverso un servizio di consulenza attivo con il numero verde 800034294 e tramite il proprio sportello telematico.
L’ONA è impegnato nella tutela delle vittime con un servizio di assistenza con il numero verde 800034294 e con lo sportello telematico https://onanotiziarioamianto.it/vittime-del-dovere-tutela-legale/
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