L’autorità garante della Concorrenza e del mercato,a seguito della segnalazione di un whistleblower, ha avviato un’istruttoria nei confronti di Amica Chips e Pata per una presunta intesa anti-concorrenziale relativa alla produzione e alla commercializzazione di patatine a marchio privato prodotte per conto delle catene della Gdo.
Le due società,ad avviso dell’Autorità, si sarebbero coordinate per ripartire tra di loro la clientela, mantenendo in tal modo i prezzi ad un livello sovra-concorrenziale. Nella giornata di ieri i funzionari dell’Autorità, con l’ausilio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza, hanno svolto le ispezioni nelle principali sedi delle parti nonché di un altro soggetto ritenuto in possesso di elementi utili all’istruttoria.
Indipendentemente dall’esito dell’istruttoria, la stessa ha già prodotto delle conseguenze non indifferenti nel mercato alimentare. Questo perché le patatine private label rappresentano una quota significativa del mercato dei prodotti a marchio. Se venisse confermata la violazione, Amica Chips e Pata rischierebbero sanzioni considerevoli, che potrebbero includere multe fino al 10% del loro fatturato.
L’impatto non è da valutare solo in termini di offerta, ma bensì anche dal lato della domanda. Difatti anche i consumatori, qualora l’indagine confermasse l’intesa anti-concorrenziale, subiranno ( o già starebbero subendo) indubbiamente delle conseguenze. Questo perché un’eventuale intesa tra le aziende avrebbe ridotto la concorrenza, mantenendo artificialmente alto il costo delle patatine, penalizzando quindi chi acquista.
Le società coinvolte hanno rilasciato diverse dichiarazioni in risposta all’apertura dell’istruttoria. In una nota ufficiale, Amica Chips ha affermato di essere “profondamente sorpresa” dall’accusa e ha sottolineato la propria ferma determinazione a collaborare pienamente con le autorità per chiarire la propria posizione.
L’azienda inoltre ha specificato che le proprie pratiche commerciali si sono sempre svolte nel rispetto delle normative vigenti e delle regole di concorrenza, esprimendo la volontà di dimostrare la correttezza delle proprie operazioni.
Allo stesso modo Pata si è contrapposta alle accuse, dichiarando che coopererà pienamente con l’istruttoria e che è fiduciosa che la situazione venga risolta in tempi brevi.
La società ha sottolineato di non aver mai perseguito pratiche che possano in alcun modo compromettere la concorrenza leale nel mercato. Pata ha poi ribadito il proprio impegno nel garantire qualità e piacere ai consumatori, ribadendo che i propri valori aziendali si basano sulla trasparenza e sull’integrità.
