Mancano poco più di 30 giorni all’Election Day americano e il clima tra i due sfidanti elettorali non è mai stato così teso. Dopo aver definito Kamala Harris “disabile mentale”, Donald Trump l’ha accusata di essere in affari con i cartelli messicani della droga e di essere responsabile di omicidio.
Il tycoon ha inoltre affermato che la sua avversaria avrebbe ucciso Rachel Morin, una donna di 37 anni residente nel Maryland, stuprata e uccisa l’anno scorso da un immigrato clandestino, Victor Martinez Hernandez, 23 anni. Ad intervenire nel dibattito politico a favore della Harris sono stati alcuni personaggi del mondo dello spettacolo. Tra i più noti vi è Bruce Springsteen, celebre cantautore americano:
“Donald Trump è il candidato alla presidenza più pericoloso della mia vita”, ha detto il cantante che nelle scorse elezioni si era schierato con Barack Obama e Joe Biden. Il video del “Boss”, girato in un diner, è apparso sul suo profilo Instagram: “Forse non è dal tempo della Guerra civile che questo grande Paese è stato così diviso. Non doveva essere così”, ha detto Springsteen parlando del “disprezzo di Trump per la santità della Costituzione, la santità della nostra democrazia, la santità dello stato di diritto e la santità del pacifico passaggio dei poteri che dovrebbero squalificarlo dal ripresentarsi. Trump non capisce il significato di questo Paese, la sua storia o cosa significa essere americano fino al midollo”.
Il cantante, seduto al banco con addosso una felpa a scacchi, ha spiegato perché il suo voto andrà alla Harris: “Lei e Tim Walz si battono per un Paese che rispetta e include a prescindere da classe, religione, razza, punto di vista politico e identità sessuale, e vogliono far crescere l’economia perché tutti ne ricavino vantaggio, non solo quelli come me che sono al top”.
A conferire maggiore complessità al quadro statunitense non è solamente la corsa allo studio ovale, ma bensì anche la sfida tra i due candidati alla vicepresidenza. Difatti nella notte tra l’1 e il 2 Ottobre è andato in onda il dibattito tra il democratico Tim Walz e il repubblicano JD Vanche. Il dibattito è stato definito come “polight” e poco ostile, ma per i più attenti è stato evidente che in più occasioni i due hanno cercato di farsi lo sgambetto a vicenda.
Infatti tra i due non sono mancate le stoccate su immigrazione, aborto e politica internazionale. Walz è inciampato su una sua dichiarazione in cui sosteneva di essere stato in Cina durante la rivolta di Piazza Tiennamen e non è riuscito a chiarire bene la circostanza mentre Vance ha eluso la domanda del rivale sulle responsabilità di Trump nell’assalto a Capitol Hill.
I sondaggi dopo il dibattito tra i due candidati vice mostrano un dato non indifferente: nonostante nessuno dei due abbia prevalso nettamente sull’altro, sono diventati entrambi più popolari. Il senatore dell’Ohio J. D. Vance e il governatore del Minnesota Tim Walz hanno aumentato il loro indice di gradimento.



