Siamo alla fine di questa estate 2024 e osservando in giro si notano sempre piu persone, anche d’estate appunto, affollarsi davanti a sale slot e videolottery, (con abbinate le immancabili bottiglie di alcol a iosa, altra, spesso sottovalutata, gravissima dipendenza) non solo nelle grandi città ma anche e soprattutto in provincia. È oramai una seria emergenza.
Per definizione, la ludopatia è un vero e proprio disturbo della psiche umana che porta l’individuo a non poter controllare l’impulso di giocare d’azzardo. In questi ultimi anni il termine è stato mutuato in “gioco d’azzardo patologico”, forse ancora piu calzante perché tende sempre piu a svilupparsi nella popolazione adulta ma negli ultimi tempi è un fenomeno che coinvolge con percentuali davvero preoccupanti, adolescenti, giovani e gli studenti universitari.
È quindi una patologia difficilmente diagnosticabile e quindi ancora di piu grave.
Nel nostro paese, la ludopatia, è una delle dipendenze più diffuse, basta analizzare i dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, solo nel 2021, gli investimenti in denaro a favore dei giochi d’azzardo leciti è salita del 21% rispetto al 2020 e l’attenzione dello Stato verso questo fenomeno è aumentata progressivamente tanto che nel 2012 la ludopatia viene riconosciuta come vera e propria patologia, tanto da rientrare nei LEA (Livelli Essenziali Assistenziali) quindi la possibilità di dare ai soggetti affetti dal disturbo di poter ricevere le cure del Sistema Sanitario Nazionale.
La dipendenza dilagante è aumentata con l’esplosione di popolarità dei sistemi di gioco online a fronte dei più obsoleti giochi fisici, ne è riprova il fatto che se fino al 2019 la maggior parte della raccolta di denaro, sia pubblica che privata, avveniva su rete fisica, dal 2020 in poi, anche per causa del Covid, il primato passa alla rete online. Sicuramente tutto è stato facilitato dalla immediatezza con cui vi si può accedere e per la vasta gamma di scelta, dalle lotterie istantanee, ai giochi di carte fino ai giochi di sorte, di contro la rete fisica continua invece a dare la possibilità di giocare alle slot machine, rientranti oramai tra gli “apparecchi da intrattenimento”.
Questo si intreccia con un dato ancor piu spaventoso se vogliamo, ovvero un italiano su cinque si affida a maghi, occultisti o cartomanti, stiamo parlando di un giro pari a 6 miliardi, è inutile ricordalo, quasi tutti in nero.
I dati del rapporto dell’Osservatorio Antiplagio parlano chiaro, ogni utente spende in media circa 500 euro l’anno e contemporaneamente aumentano le truffe, i ricatti, le minacce ma solo nel 3% dei casi le vittime denunciano. Sono dodici milioni gli italiani, uno su cinque, dato davvero allarmante, dedito ai giochi d’azzardo per un giro d’affari impressionante. Altro dettaglio è che solo due persone su cento affermano di ricevere regolare documento fiscale. Sono i numeri di maghi, veggenti, medium, cartomanti e “guaritori” nel nostro Paese, specialisti dell’occulto tanto screditati dalla scienza quanto popolari da Nord a Sud. Un fenomeno più che mai in crescita anche per effetto delle nuove possibilità offerte dalla Rete.
Emerge che, se da un lato Lombardia, Campania e Lazio guidano la classifica regionale degli appuntamenti in studio rispettivamente a quota 180 mila, 150 mila e 140 mila clienti, dall’altro dal 2020 (anno della pandemia), addirittura il 90% degli incontri si tiene da remoto (online o al telefono). «In 15 anni, pertanto – si legge –, il rapporto consulti in presenza/consulti a distanza si è quasi invertito». Non sorprende di conseguenza scoprire che mentre in passato tali personaggi pubblicizzavano le proprie attività specialmente in radio e in tv (53%), oggi prediligono proprio il web (41%, con radio e tv scese al 36%).
Tra i principali lati oscuri del settore figura quello dell’evasione fiscale, la cui incidenza del 98% – secondo la stima – è superata in Italia «solo dalla criminalità organizzata». E ancora, abbiamo truffe, minacce, circonvenzioni, rituali a sfondo sessuale, esercizi abusivi della professione medica e manipolazioni mentali. Al netto delle gravissime conseguenze che generano dal punto di vista economico, sanitario e non solo, il problema è che solo il 3% delle vittime sporge denuncia. In casi simili a prendere il sopravvento sono infatti generalmente innanzitutto la vergogna e la paura di ritorsioni, poi ricatti e riti di magia nera, a discapito della speranza promessa dagli occultisti, dietro corposo compenso.
Altro dato sconvolgente è che sono coinvolte soprattutto le donne che costituiscono il 68% della clientela totale. Molte volte è la solitudine e la facilità con cui i social permettono di avvicinare e conoscere tutto delle persone rendono il fenomeno ancora più vasto. Vi è anche chi arriva ad usare degli avatar e sparisce una volta ottenuto i soldi.
Ottimo approfondimento è stato fatto qualche settimana fa da Antonio Meli sul Magazine “Sette” del Corriere della Sera dove si analizza le testimonianze di chi è vittima di questa dipendenza e il quadro che emerge è pericolosamente desolante.
Molti arrivano alle riunioni dei Giocatori Anonimi, in un luogo messo a disposizione spesso da una parrocchia, con tavoli e sedie, dopo aver perso tutto, o dopo essere stati “scoperti” e messi davanti alla realtà da un familiare o da un partner. I membri si ritrovano per condividere la loro storia, ma soprattutto per prendere un impegno con sé stessi, smettere di giocare. “Non avevo contezza di quanto stessi perdendo. Poi controllavo con paura l’app della banca. Il primo del mese avevo già perso tutto lo stipendio. Ogni mese era così”, Giacomo (nome di fantasia) ha iniziato a giocare d’azzardo, come molti, durante la pandemia. In poco tempo si è ritrovato soffocato dai debiti, dai buchi nelle carte di credito, e stava per dire addio a ogni progetto futuro. Poi vi è chi confida che si è giocato anche la casa. Oppure i tanti giovani, trai quali Luca, sempre nome di fantasia, che grazie ai “giocatori anonimi” ha smesso di giocare. Grazie alla propria compagna che accortasi che qualcosa non andava ha scavato fino a farlo crollare e dire tutto. “Salvato ad un soffio dal suicidio”, come afferma lui stesso.
A tutto questo si aggiunga la passione per la “magia”: basti pensare che la richiesta di consulti a cartomanti, maghi e occultisti coinvolge quasi 12 milioni le persone. Circa il 20% degli italiani si rivolge ogni anno a veggenti, spendendo in media di 500 euro a testa.
“In trent’anni – ci dicono il coordinatore nazionale, Giovanni Panunzio, e il presidente dell’Osservatorio Antiplagio, Alfredo Barrago, “abbiamo ricevuto circa 28 mila segnalazioni, ne raccogliamo un migliaio l’anno, quasi tutte anonime, ma il sommerso è decisamente maggiore. La solitudine e la facilità con cui i social permettono di avvicinare e conoscere tutto delle persone rendono il fenomeno ancora più vasto. Spesso c’è addirittura chi usa degli avatar e, dopo aver ottenuto i soldi, sparisce”. Secondo il rapporto, considerando un esborso medio annuo di 500 euro a cliente, il totale degli introiti annui per maghi e occultisti è di 6 miliardi, di cui 5,5 per consulti telefonici o online. Con un tasso di evasione molto elevato: solo due clienti su 100, rileva il rapporto, dice di aver ricevuto un regolare documento fiscale, il 55%, una quietanza anonima, il 44% nulla.
Mi si permetta un richiamo ad un reato non proprio noto, caduto nel dimenticatoio giurisprudenziale, ma che, a mio avviso, è attualissimo e ormai si declina in molte e varie forme delle attività sociali, l’abuso di credulità popolare. Innanzitutto, facciamo una premessa sul Dispositivo dell’art. 661 Codice Penale; (chiunque, pubblicamente, cerca con qualsiasi impostura, anche gratuitamente, di abusare della credulità popolare è soggetto, se dal fatto può derivare un turbamento dell’ordine pubblico, alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 15.000. Il bene giuridico oggetto di tutela è la buona fede della collettività, minacciata da condotte destinate ad abusarne. Ai fini della configurabilità del reato sono necessari sia l’impostura, ossia un atteggiamento malizioso diretto ad ingannare e diretto allo scopo, sia l’abuso della credulità popolare, vale a dire l’approfittamento della corruttività delle persone a prestare fede a fatti immaginari, derivante da mancanza di cultura, scarsa intelligenza, soggezione o inclinazione superstiziosa.
Ulteriore elemento costitutivo del reato è la possibilità che dall’abuso della credulità popolare possa derivare un pericolo per l’ordine pubblico (reato di pericolo), non richiedendo tuttavia la norma che tale pericolo consegua effettivamente. Qualora tale abuso (art. 640) consista in artifici o raggiri, tesi ad ingannare il soggetto passivo per conseguire un ingiusto profitto, sarà configurabile il delitto di truffa
La contravvenzione, sorta storicamente per la repressione delle scienze occulte, delle pratiche superstiziose e ciarlatanesche, (tra le altre ricordiamo miscugli con il sale o le zampe di galline strette in una cordino per poter vincere al Lotto o sperare in un amore difficile…) in forza della sua ampia formulazione testuale, è applicabile anche a forme moderne di abuso della credulità popolare, che potrebbero manifestarsi in settori come la politica, le trasmissioni televisive, la contrattazione di massa, gli annunci pubblicitari e non per ultimo ma certo quello piu divenuto pericoloso con l’avvento di Internet, dei social e ora anche della Intelligenza artificiale che quando usata, dolosamente, male, è già oggi creatrice di fake impensabili fino a poco tempo fa quali video, audio, foto e notizie , ove viene coinvolto, con strumenti di facile presa, un numero indeterminato di persone e ove la linea di demarcazione tra realtà e falsità, realtà e simulazione può risultare labile e comunque difficilmente verificabile da parte delle persone del pubblico, che, considerate singoli, quasi mai dispongono di idonei strumenti per vagliare criticamente i messaggi loro proposti.
Va, d’altra parte, rilevato che lo stesso legislatore più recentemente ha preso atto della crescente rilevanza empirico-sociale di queste forme moderne di abuso della credulità popolare e ha predisposto alcuni strumenti difensivi di natura amministrativistica, quali il controllo da parte di una Authority, le funzioni dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato nel settore delle pratiche commerciali scorrette, ingannevoli o aggressive, ai sensi degli artt. 20-27 d.lg. n. 206/2005 – c5) – che potrebbero consentire una tutela anche più efficace di quella offerta dalla contravvenzione in parola.
Insomma, ludopatia e occultismo sono mali che si alimentano quando c’è fragilità intellettuale e sociale che possono essere se non sconfitti almeno arginati notevolmente e tutti gli attori pubblici, dalla scuola, alla famiglia, dal mondo dello sport a quello professionale, alla società intera, sono chiamati a battere un colpo anche su questo, superando inerzia ed indifferenza.
D’altronde come affermava Mosè Maimonide “Un giocatore perde sempre. Perde denaro, dignità e tempo. E se vince, tesse intorno a sé una tela di ragno”.
di Biagino Costanzo



