Zelensky ha incontrato a Roma il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e Papa Francesco, nell’ambito di un tour europeo, che comprende Parigi, Roma e Berlino. Negli incontri con i leader europei e con il Papa, il presidente ucraino avrebbe chiesto il sostegno ad un altro misterioso piano di pace, per mettere fine alla guerra in Ucraina. Il condizionale è d’obbligo perché sull’intera faccenda regna un alone di mistero. Ma, il quotidiano italiano “Il Corriere della Sera” ha pubblicato alcune indiscrezioni. Intanto sembra che l’attuale piano di pace di Zelensky sia diverso da quello proposto recentemente negli Stati Uniti. Secondo il quotidiano italiano, Kiev sarebbe disposta a cessare il fuoco in prima linea senza riconoscere la perdita di territori. L’Ucraina avrebbe espresso la propria disponibilità a cessare il fuoco, contando sulle garanzie di sicurezza degli Stati Uniti e sull’adesione anticipata all’Ue. Le garanzie di sicurezza da parte degli Usa sarebbero simili a quelle già in vigore per il Giappone, la Corea del Sud e le Filippine. Sembra dunque che Zelensky abbia rinunciato al suo “piano per la vittoria” proposto negli Usa, ripiegando su un più realistico piano di tregua.
Perché il leader ucraino ha fatto marcia indietro? E’ presto detto: l’Ucraina si trova sull’orlo del baratro. Nel Donbass l’esercito ucraino, dopo aver perso l’ultima città fortificata di Ugledar, è costretto a ritirarsi nella spianata dell’Oblast, dove viene quotidianamente falcidiato dall’aeronautica russa. Le diserzioni nell’esercito ucraino stanno assumendo proporzioni bibliche. Nel Kursk le cose vanno molto, molto peggio per il contingente ucraino, che rischia l’annientamento, mentre la Russia ne chiede la resa incondizionata oltre alla liberazione dei 2.000 civili circa, rapiti e portati oltre confine.
Purtroppo, la pace in Ucraina sembra ancora un miraggio. Anche se Zelensky ha ridimensionato notevolmente le sue pretese, è proprio da escludere che la Federazione Russa possa accettare una proposta di tregua, come quelle riferita da Il Corriere della Sera. Innanzitutto la Russia sta vincendo e presto sarà in grado di ottenere una resa incondizionata, per cui non vuole dare modo all’esercito di Kiev di riorganizzarsi. Poi, dopo la fregatura presa dopo gli accordi di Minsk, che sono serviti all’Occidente per meglio organizzare l’esercito ucraino, Putin non concede più tregue. Inoltre, Zelensky è un presidente il cui mandato è scaduto e Mosca ha già precisato di non considerarlo un interlocutore legittimo. Infine, Putin e Lavrov hanno già chiarito di non essere disposti a trattare con quelli che hanno definito “terroristi ucraini”, a causa del rapimento e dell’assassinio di civili nel territorio russo del Kursk.
In conclusione, quand’anche il piano di tregua di Zelensky ricevesse l’approvazione dell’Occidente, non sarebbe comunque accettato dalla Russia e così la guerra è destinata a continuare.



