Un attacco inaspettato contro le basi dei caschi blu italiani in Libano. Presi di mira dall’esercito israeliano e in queste ore riparati nei bunker i nostri militari che fanno parte del contingente di pace Unifil di istanza nel paese dei cedri. A riferirlo nel tardo pomeriggio con lo sguardo preoccupato il ministro della Difesa Guido Crosetto, con una conferenza stampa convocata d’urgenza. E’ successo tra mercoledì e giovedì dopo giornate con un crescendo di avvisi da parte di Idf, la difesa israeliana aveva invitato a sgomberare l’area. Il contingente Unifil è stato preso di mira almeno tre volte. Carri armati hanno colpito e distrutto le telecamere e altri sistemi di videosorveglianza negli ultimi due avamposti dei nostri caschi blu a Naqoura, la zona più colpita. “Né un errore né un incidente” ha sottolineato il ministro della Difesa Guido Crosetto. “E’ un attacco deliberato di forze regolari israeliane. Ed è la prima frase del ministro alla stampa e alla nazione. “Siamo davanti ad un crimine di guerra, a violazioni senza alcuna giustificazione delle regole d’ingaggio e delle Convenzioni Onu”. “Per fortuna i nostri soldati sono protetti nei bunker e non hanno riportato danni o ferite” ha precisato Crosetto. Volano le reazioni da parte della comunità internazionale vicina al nostro Paese dopo le parole del primo uomo della Difesa italiana. La Turchia condanna l’attacco e dure sono anche le parole del vice premier Tajani: “disattesi gli accordi, mi aspetto delle scuse”. Dello stesso tono è la reazione della premier Giorgia Meloni che chiede chiarimenti ad Israele in una giornata quella di ieri dove anche il leader ucraino Zelensky arriva in visita a Roma. Il motivo un vertice Nato convocato per sabato a Ramstein in Germania rinviato per l’assenza di Biden fermo a causa del violento uragano in Florida. Ma perché l’attacco e perché in quella zona? La porzione di terra dove opera il contingente Unifil è diventata più che una zona cuscinetto libera da bombe o minacce come da regola prevista dalla risoluzione Onu 1701, un avamposto strategico dove Hezbollah ha trovato rifugio in questi anni con un arsenale di armi fornite dall’Iran quindi un obbiettivo per Israele.
Botta e risposta: Israele “nel mirino” di Crosetto e non solo
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