"Se ho pensato di fare pure la Vuelta? Sì ma la priorità era il Mondiale" TRENTO (ITALPRESS) – Un'intervista-evento per un corridore-evento, capace di vincere nello stesso anno due classiche monumento (Liegi-Bastogne-Liegi e Lombardia), il Giro d'Italia, il Tour de France e il Mondiale. Tadej Pogacar è il protagonista della giornata di chiusura del Festival dello Sport di Trento e inizia il suo racconto con una riflessione sulla sua annata: "Credo che i paragoni con Merckx siano belli e gratificanti, ma non mi piace paragonarmi agli altri e voglio creare la mia storia personale. Non ho un idolo, mi piace guardare le corse e mi annoio quando si cerca solo di arrivare al traguardo. Forse per questo corro in questo modo, mi piace dare uno spazio importante all'istinto e non mi prefiguro un piano da seguire ad ogni costo. Se questo Pogacar nasce dalla caduta nella Liegi 2023? Credo che sia vero. L'anno scorso le aspettative erano altissime per il Tour. Avevo vinto nelle Fiandre e avevo fatto delle ottime classiche, poi sono caduto e mi sono rotto il polso. La ripresa è stata molto lenta, ho perso due mesi e non sono riuscito a battere Vingegaard. Ho avuto due-tre giorni difficili, soprattutto sul Col de la Loze, e ringrazio i compagni che mi hanno aiutato". Pogi si sofferma poi sulla doppietta Giro-Tour: "Mi è dispiaciuto non vincere la prima tappa al Giro, ma ho apprezzato i secondi guadagnati e mi sono preso la maglia a Oropa. Ho avuto una sola giornata in cui mi sentivo al limite, ma il Giro è andato molto bene: è stato facile perché mi ero preparato al meglio. Quando abbiamo deciso di fare anche il Tour abbiamo preso le precauzioni necessarie, non caricando troppo prima del Giro. Ero al meglio in Italia, mi sono ripreso facendo qualche giorno di pausa e già nella prima settimana avevo capito di essere in grande forma. Ottenere la doppietta Giro-Tour (che mancava dal 1998, ndr) non era facile, ma ci siamo riusciti. La tappa di Plateau de Beille è stata la mia miglior giornata nel 2024". Lo sloveno e neo-campione del mondo allontana l'azzardo di tentare di vincere tutti e tre i grandi giri nello stesso anno: "Mi è venuto il pensiero di correre anche la Vuelta, ma andarci avrebbe significato altri durissimi giorni in altura. Non sarebbe stato facile e a quel punto non sarei arrivato bene al Mondiale, che era il mio grande obiettivo. Ogni decisione, compreso il no alle Olimpiadi, è stata presa in quell'ottica". Il focus passa poi sui Mondiali vinti due settimane fa: "Sicuramente i 100 km in fuga a Zurigo sono stati durissimi, per fortuna ho avuto Tratnik e dei compagni d'attacco che mi hanno consentito di riposarmi fino ai -50. Sono arrivato all'ultimo giro senza conoscere il mio vantaggio e temevo di non farcela, ma ci sono riuscito e ho vissuto un'emozione incredibile. Correre e vincere due gare con la maglia iridata (Giro dell'Emilia e Il Lombardia, ndr), ma anche solo allenarmi con quel simbolo, è stato davvero entusiasmante. Non credevo che avrei mai provato un'emozione simile nella mia vita". La chiosa è sul futuro e sul potenziale assalto alle altre classiche monumento: "Non ho mai corso la Roubaix a livello elite, ne ho avuto un assaggio tra gli juniores ed è finita abbastanza male. Nella Sanremo ci saranno sempre dei corridori veloci da battere, ma proverò a staccarli in salita. Un attacco sul Poggio è possibile, ma ci sono molti punti favorevoli per le mie caratteristiche. Ho già un piano in testa e un punto d'attacco per il 2025, presto lo scoprirete", la chiosa con un sorriso di chi la sa lunga. – foto Ipa Agency – (ITALPRESS). xq3/glb/red 13-Ott-24 17:57
Pogacar “Paragone con Merckx bello ma voglio scrivere mia storia”
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