Donadoni “Carriera senza rimpianti, Berlusconi è stato unico”

giovedì, 17 Ottobre 2024
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"Sacchi? Un allenatore molto esigente che prima di tutto pretendeva molto da se stesso e poi da noi" MILANO (ITALPRESS) – "Non ho rimpianti, è chiaro che ci sono cose che avrei potuto fare meglio, errori che avrei potuto evitare, ma questo rientra nella logica delle cose. Tutto questo mi ha permesso di essere dove sono ora e quello che sono ora, quindi va bene così". Roberto Donadoni inaugura la seconda stagione di "Storie di Serie A", su Radio TV Serie A con RDS. "Non sono molto abituato a guardarmi indietro, so che è quello che stato fatto è lì e chiunque può guardarlo – racconta – Io non mi sono mai posto particolari obiettivi, ho sempre cercato di dare il massimo per contribuire alla causa comune. Quando ci si guarda indietro penso sia normale dirsi che si sarebbe potuto fare di più, però oramai è andata. Credo che il futuro dipenda molto dall'attualità, quello che fai oggi ti dirà cosa puoi essere domani. Non avrei mai pensato di fare l'opinionista, sono agli albori di questa che potrebbe essere una nuova carriera e per ora mi piace e mi sto divertendo". Corteggiato dalla Juve ma finito al Milan ("ho seguito il cuore"), Donadoni è stato il primo acquisto dell'era Silvio Berlusconi. "Per me ha rappresentato una grandissima parte del percorso, un uomo di spessore, straordinario e con una volontà e capacità incredibile". "Ha ottenuto successi calcistici raggiungibili solo grazie a doti naturali – prosegue parlando dell'ex presidente rossonero – È stato straordinario anche dal punto di vista personale. Credo che non esista un altro presidente come Berlusconi: ognuno è se stesso, ha proprie peculiarità ed è giusto che ognuno esprima le proprie capacità in modo individuale. Queste persone nascono con una frequenza molto rara, ma è bene che sia così perché sono personaggi destinati a cambiare e scrivere capitoli di storia. Le proprietà straniere sono un bene, ma bisogna ricordarsi di affiancarsi a qualcuno di competente, il modello Atalanta è perfetto". Due, invece, gli allenatori che hanno segnato la carriera da calciatore di Donadoni. "Sacchi lo ebbi anche in nazionale, era un allenatore molto esigente che prima di tutto pretendeva molto da se stesso e poi da noi. Abbiamo sempre lavorato bene anche perchè il club ci ha sempre messo nelle condizioni di poter lavorare in un determinato modo: ci dava tutto quello di cui avevamo bisogno e che serviva e questo ci toglieva ogni tipo di alibi. Devi essere di carattere solido perché quando si ha a che fare con persone così esigenti, se non si è esigenti con se stessi, si fa fatica a reggere". Poi, sempre al Milan, arrivò Capello. "L'avevamo avuto nelle ultime 4-5 partite dell'ultimo anno, Berlusconi lo mise lì al posto di Liedholm. L'anno successivo arrivò Sacchi e poi tornò Capello. Il vantaggio di Capello rispetto a Sacchi è stato quello di aver vissuto lo spogliatoio anche da giocatore a livelli importanti e questo ha dato qualche vantaggio, però si è vissuto molto su quello fatto da Sacchi negli anni precedenti". – foto Ipa Agency – (ITALPRESS). glb/red 17-Ott-24 11:27

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