Investita e uccisa Grizzly 399: ecco chi era l’orsa più amata d’America

domenica, 27 Ottobre 2024
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È stata investita e uccisa l’orsa Grizzly 399, un’orsa nota in tutto il mondo e simbolo del parco naturale di Yellowstone e del vicino Grand Teton National Park. L’orsa aveva 28 anni ed era l’esemplare più anziano al mondo in grado di riprodursi.

Le circostanze dell’incidente sono ancora da chiarire. Ciò che è certo è che il conducente è rimasto illeso. I funzionari del parco e dell’U.S. Fish and Wildlife Service non hanno rilasciato altre informazioni se non che insieme all’orsa, quando è stata colpita, c’era un cucciolo maschio di quasi due anni.Conosciuto come “Rowdy” o “Spirit“, il piccolo è sopravvissuto e pare che non sia stato ferito.

Hilary Cooley, coordinatrice del progetto di recupero degli orsi grizzly per il Servizio pesca e animali selvatici degli Stati Uniti, ha sottolineato l’importanza che l’orsa deteneva non solo in territorio nazionale  ma bensì in tutto il mondo:

“Persone da tutto il mondo hanno seguito Grizzly 399 per decenni”. ha affermato la coordinatrice.

Grizzly 399 aveva 28 anni, ed è stata fotografata spesso insieme ai suoi piccoli – se ne conoscono 18 avuti in 8 cucciolate nel corso degli anni.  All’animale era stato dedicato anche un episodio della serie Nature, trasmessa dall’emittente americana Pbs.

Ogni primavera, gli appassionati di fauna selvatica attendevano con ansia che uscisse dalla tana per vedere quanti cuccioli avesse partorito durante l’inverno.

L’orsa era alta poco più di due metri e pesava circa 180 kg.

“L’orso grizzly – ha aggiunto il sovrintendente del Parco nazionale del Grand Teton Chip Jenkins – è una specie iconica che contribuisce a rendere il Greater Yellowstone Ecosystem così straordinario. L’orso Grizzly 399 è stato forse il più importante ambasciatore della specie. Ha inspirato innumerevoli visitatori nella gestione della conservazione in tuttoil mondo e ci mancherà”.

Al momento la preoccupazione principale è il cucciolo “Rowdy”. Se il cucciolo fosse nato lo scorso inverno non ci sarebbero state molte speranze ma l’età, le sue dimensioni e la stagionegiocherebbero a suo favore secondo Schwabedissen.

Per queste ragioni i biologi sono ottimisti e quasi certo nell’affermare che le probabilità di sopravvivenza per il cucciolo sono buone.

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