Prima la pioggia torrenziale, che ha fatto esondare i fiumi ed allagare le strade, poi i forti venti che hanno divelto gli alberi, colpendo abitazioni e infrastrutture e causando frane e crolli che hanno reso intere aree nella regione valenciana inaccessibili.
Il bilancio delle vittime è salito, con centinaia di sfollati e oltre un migliaio di persone ancora disperse, mentre le squadre di emergenza lavorano senza sosta per soccorrere chi è ancora intrappolato o isolato.

Dopo la pioggia metereologica, ha seguito quella dei volontari, accorsi a migliaia con vanghe, stivali e qualsiasi altro strumento utile alla causa.
Nella fatica del lavoro senza sosta, tra il sudore che bagnava le fronti e le lacrime che rigavano i volti, nella giornata di ieri è giunta la notizia dell’arrivo a Paiporta, una delle località più colpite, del Capo del Governo Pedro Sánchez e del Re Felipe VI con la Regina Consorte Letizia Ortiz.

La reazione non si è fatta attendere: a nulla sono serviti gli esili cordoni di sicurezza improvvisati da polizia e Guardia Civil: il malcontento dei presenti a causa dei ritardi nella diffusione dell’allarme mal tempo e dell’intervento dei soccorsi, ha spinto la popolazione accorsa sul luogo a rivolgere pesanti insulti nella direzione del Capo del Governo e dello Stato, giungendo a lanciare fango ed oggetti contundenti verso il corteo, con il ferimento di alcuni uomini della scorta.
Dinanzi all’ostilità dei presenti, tramutatasi presto in violenza, il Primo Ministro Pedro Sánchez è stato costretto a rientrare nel proprio veicolo e ad allontanarsi velocemente dalla zona alluvionata, non riuscendo tuttavia ad evitare la violenza dei presenti che, mossi dal giustizialismo, hanno pesantemente danneggiato i vetri del veicolo, assalendolo e rincorrendolo per diversi metri.

Anche il Re è stato fortemente contestato ed insultato, e dalle immagini risulta sia stato raggiunto dal fango lanciato nella sua direzione.
Nonostante il sollecito da parte degli uomini della scorta di abbandonare la zona e fare rientro a Madrid, il Re ha proseguito il suo percorso in mezzo alle macerie, non disdegnando di dialogare con la popolazione delusa ed inferocita dal ritardo della macchina dei soccorsi, che avrebbe potuto scongiurare migliaia di dispersi e centinaia di morti.

Le immagini hanno mostrato il Re approcciarsi ad un gruppo di giovani che gridavano nella sua direzione, intrattenendosi a dialogare con loro per diversi minuti e terminando il breve colloquio con un abbraccio.

Anche la Regina Letizia ha manifestato grande empatia, abbracciando molti dei presenti e piangendo dinanzi alla distruzione provocata dall’alluvione.

Un gesto di innegabile coraggio e senso delle Istituzioni, quello dei Reali di Spagna, che ha spinto molti dei presenti a riconsiderare l’iniziale protesta violenta.
Si è così manifestata la differenza tra chi rappresenta il Governo, mutevole e retto dal consenso politico, e chi la stabilità della Nazione: secondo la Costituzione spagnola, infatti, “Il Re è il Capo dello Stato, simbolo della sua unità e permanenza”.
Felipe VI ha di fatto adempiuto al suo dovere di “permanenza”, anche sotto il fango e gli insulti, manifestando la sua prossimità alla popolazione colpita e delusa dai ritardi potenzialmente imputabili al Governo Centrale e a quello della Comunità Valenciana.

Ecco il video:
Secondo la giornalista spagnola Cristina López Schlichting, infatti, “Certamente qui, in questa frazione, si fa una distinzione perfetta tra quello che è stato il fallito meccanismo amministrativo, e ciò che rappresenta la Nazione, che unisce tutti noi e incarna questa ondata di solidarietà nazionale”.
Nonostante la tensione rimanga alta ed il numero di vittime continui vertiginosamente a salire, la Spagna sembra affrontare la situazione emergenziale in modo unito e coeso.
Il gesto di coraggio del Re e della Regina Consorte, insieme alla generosità dei volontari messisi all’opera per soccorrere la città colpita dall’alluvione, hanno senz’altro rappresentato una delle numerose fotografie, alcune delle quali particolarmente dolorose, destinate a rimanere nella storia.



