L'aumento di partite comportato dai nuovi format internazionali rischia di tradursi in un ulteriore incremento del 50% dei giorni di indisponibilità ROMA (ITALPRESS) – Nel corso del Social Football Summit 24, Aic ha presentato la seconda parte della ricerca sugli infortuni subìti dai calciatori di Serie A, Premier League e Liga nel corso delle ultime due stagioni. La ricerca AIC, nella sezione "Injury Time", ha evidenziato che un calciatore appartenente ad una delle squadre che disputano 54 partite per stagione va incontro, mediamente, a 71 giorni di infortunio. Questo dato riguarda i 20 calciatori che vengono impiegati per il 90% dei minuti disponibili. L'aumento di partite comportato dai nuovi format internazionali rischia di tradursi in un ulteriore incremento del 50% dei giorni di indisponibilità. Dai 71 giorni di assenza attuali (media per un calciatore di un top club) a 107, equivale a dire che il pubblico, negli stadi o davanti agli schermi, non potrà godere delle prestazioni di quel protagonista un giorno su tre per tutto il corso della stagione. "La tutela della salute dei top player non è più soltanto una questione 'sindacale', perché significa salvaguardare la parte migliore del nostro spettacolo – ha detto il presidente Aic Umberto Calcagno – Il sistema calcistico è strettamente correlato alle esigenze televisive e ai ricavi che generano. In quest'ottica, la tutela del calciatore diventa una priorità per garantire il livello di spettacolo che stiamo proponendo ai tifosi". "Il diritto alla salute, all'integrità dell'atleta, è diventato un elemento essenziale per preservare il valore del prodotto televisivo. Aggiungere ulteriori impegni ai calendari già affollati, significa non mettere i calciatori nelle condizioni di performare al livello delle loro capacità e, conseguentemente, abbassare il livello dello spettacolo. Partendo dal presupposto che occorre salvaguardare l'identità dei campionati nazionali e il merito sportivo che generano – ha proseguito Calcagno – occorre trovare insieme un modello di sviluppo che garantisca una distribuzione più equa delle risorse, la sostenibilità economica e la qualità del prodotto-sportivo". La seconda parte della ricerca ha quindi fornito un ordine di grandezza corrispondente al costo complessivo degli infortuni sostenuto, nella stagione 2023-2024, dai club italiani, inglesi e spagnoli: 1.475 milioni di euro. Un dato nel quale la Premier League costituisce da sola più della metà (58%), in considerazione di un valore delle rose e di stipendi medi più alto de Liga (26%) e della Serie A (16%). Il valore economico dei giorni di indisponibilità dei calciatori infortunati è stato 707 milioni di euro complessivi per la stagione 23/24 nelle tre Leghe; 785 milioni, invece, il costo derivante dalla perdita di valore dei singoli calciatori a causa di infortuni superiori a 90 giorni. – foto Ipa Agency – (ITALPRESS). glb/red 21-Nov-24 10:45
Calcio: Ricerca Aic su infortuni, Calcagno”Con più gare meno spettacolo”
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