Kiev. Zelensky cede il Donbass, ecco perché

domenica, 1 Dicembre 2024
1 minuto di lettura

Un paio di giorni fa, il presidente dell’Ucraina si è detto pronto ad un accordo per un cessate il fuoco con la Federazione Russa. E fin qui nulla di nuovo sotto il sole, aveva già fatto proposte del genere, come il noto “piano per la vittoria” in cinque punti. La vera novità della proposta di Zelensky sta nel fatto che non chiede più la restituzione immediata dei territori occupati dai russi nel Donbass e annessi alla Federazione Russa. La condizione irrinunciabile di Zelensky, però, è l’ingresso dell’Ucraina nella Nato. “Se vogliamo porre fine alla fase calda della guerra dobbiamo mettere sotto l’ombrello della Nato il territorio che abbiamo ancora sotto il nostro controllo” ha affermato il leader ucraino, aggiungendo “dobbiamo farlo in fretta. Contando poi che i territori occupati si possano riprendere per via diplomatica”.

A cosa è dovuto questo cambiamento di posizione di Zelensky e soprattutto perché ha fretta di concludere un accordo di cessate il fuoco con la Russia? Evidentemente Zelensky si rende conto di essere arrivato al capolinea e teme di essere scavalcato. La posizione della diplomazia di Mosca sul punto è estremamente netta: il mandato presidenziale di Zelensky è scaduto nel maggio scorso, per cui non è più un capo di stato legittimo. Di conseguenza la Russia, mentre da una parte auspica che in Ucraina si tengano nuove elezioni, dall’altra ribadisce che non farà accordi di pace con Zelensky. Inoltre, all’orizzonte c’è la minaccia rappresentata dal neo presidente eletto degli Usa, Donald Trump, il quale ha già dichiarato che il primo atto della sua presidenza dopo l’insediamento, sarà finalizzato a raggiungere la pace in Ucraina. Se Trump promuovesse negoziati di pace diretti con la Russia di Putin, Zelensky sarebbe del tutto delegittimato.

Ecco dunque la mossa del leader ucraino, che è quella di bruciare sul tempo Donald Trump, lanciando un negoziato di pace con la Federazione Russa, prima che possano farlo gli Usa. Ma si tratta di una mossa disperata. La condizione irrinunciabile di Zelensky, cioè l’ingresso dell’Ucraina nella Nato, è esattamente la ragione principale per cui è iniziata la guerra. La Russia, infatti, non vuole un paese ostile facente parte della Nato a ridosso del suo confine occidentale. Perciò Mosca non accetterebbe mai la condizione irrinunciabile di Zelensky, a meno che non vi fosse costretta da uno sfavorevole andamento delle ostilità. Ma questo va ribadito per amore di verità la Russia sta vincendo la guerra in Ucraina e non c’è niente – proprio niente – che la Nato (non l’Ucraina) possa fare per rovesciare la situazione. I russi continuano ad avanzare nel Donbass, mentre l’esercito ucraino manca di personale, di mezzi e di armamenti. Si moltiplicano inoltre le diserzioni dei militari ucraini. Non resta che attendere l’insediamento di Trump per una soluzione del conflitto.

 

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.