– Donald Trump, durante la campagna elettorale, ha promesso che avrebbe fatto cessare la guerra in Ucraina in sole 24 ore. Ha vinto le elezioni e sarà il prossimo presidente degli Stati Uniti.
-In Georgia le elezioni sono state vinte da Irakli Kobakhidze, che ha congelato i negoziati per l’adesione del suo paese all’Unione Europea. Il premier si è schierato di fatto a fianco della Federazione Russa, bloccando una “rivoluzione arancione”, che avrebbe riservato alla Georgia lo stesso destino dell’Ucraina. Contro di lui e il partito di governo sono schierati la presidente Salome Zurabichvili e i partiti di opposizione, che hanno scatenato la guerriglia.
– in Romania, al primo turno delle elezioni presidenziali, ha ottenuto più voti il candidato anti sistema Calin Georgescu, che andrà al ballottaggio con il candidato liberale, Elena Lasconi. Georgescu ha promesso che se vincerà le elezioni, la Romania non fornirà più armamenti, né finanziamenti all’Ucraina.
– In Corea del Sud il presidente guerrafondaio Yoon Suk Yeol ha decretato la legge marziale per bloccare le infiltrazioni comuniste nel paese. Il Parlamento si è riunito urgentemente e ha votato contro la misura, che il presidente ha promesso di revocare. Comunque probabilmente sarà proposto l’impeachment contro di lui.
– In Francia mercoledì scorso l’Assemblea Nazionale ha approvato la mozione di sfiducia del primo ministro Michel Barnier con 331 voti. Nel voto di sfiducia si sono unite la destra lepenista e la sinistra. La Francia è nel caos istituzionale, non accadeva dal 1962.
Questi episodi non sono scollegati fra loro, sono bensì l’espressione di un’unica posizione politica, che si declina nelle diverse realtà nazionali occidentali. Prima nell’Occidente regnava l’”ordine liberale” di kissingeriana memoria, in cui due partiti, destra e sinistra, conservatori e laburisti, repubblicani e democratici, apparentemente divisi su tutto, in realtà prendevano ordini da un’unica centrale di potere occulta. Le cose stanno bruscamente e radicalmente cambiando. In Occidente cominciano a formarsi veri e propri schieramenti: globalisti e sovranisti, fautori della dittatura sanitaria vaccinale e “no vax”, quelli che sostengono la catastrofe climatica e quelli che la negano.
Nel caso dei cinque episodi internazionali sopra citati lo schieramento di forze è ancora diverso. Si stanno scontrando il partito della guerra e il partito della pace e della distensione. I popoli occidentali hanno cominciato a capire che le élite al potere stanno spingendo il mondo nell’abisso di una guerra mondiale tra potenze occidentali – Usa, Israele, Ue, Corea del Sud, Giappone e alleati – e potenze orientali – Russia, Cina, Iran, Corea del Nord e alleati -. La stragrande maggioranza dei popoli occidentali non vuole una simile guerra e ha cominciato ad opporvisi in tutti i modi possibili. Anche se per alcuni è ormai tardi: la terza guerra mondiale è già cominciata!



