Sono sparite 323 fiale di virus da un laboratorio biochimico in Australia. Il fatto risale al 2021, ma la notizia è trapelata solo ora, con tutta probabilità, a causa dei possibili risvolti che potrebbero avere la vicenda.
Infatti l’avvenimento è stato classificato come “grave violazione dei protocolli di biosicurezza”. I campioni scomparsi contenevano virus Hendra, Lyssavirus e l’Hantavirus. Sul caso è stata aperta un’inchiesta.
La pericolosità dei virus in questione è elevata, tanto che l’allarmismo generale sta inevitabilmente prendendo il sopravvento.
Il virus Hendra, scoperto a metà degli anni ’90 dopo aver infettato e ucciso diversi cavalli in Australia, ha un tasso di mortalità negli uomini del 57% e un impatto non indifferente sulle persone infette.
Gli hantavirus, associati ai roditori selvatici, possono invece provocare una sindrome polmonare con un tasso di mortalità attorno al 38%.
Effetti gravi anche dal lyssavirus, assimilabile alla rabbia, con un tasso di mortalità elevato.
A questo punto la domanda sorge spontanea:
A chi bisogna ricondurre la responsabilità di un avvenimento tanto grave quanto potenzialmente rischioso?
Secondo l’ipotesi più accreditata, i campioni sarebbero andati smarriti nel trasferimento da un frigo non funzionante nel tragitto verso un altro impianto di conservazione.
È stato lo stesso ministro della Salute Salute del Queensland, Tim Nicholls, in conferenza stampa, a confermare che: “ E’ questa fase del trasferimento che causa preoccupazione.
Sono stati spostati senza che venisse completata la necessaria documentazione. I materiali sono stati rimossi da un lungo sicuro e sono stati persi o, in ogni caso, gestiti non correttamente”.



