Capodanno a Roma, Mollicone sul caso Tony Effe: “Messaggi violenti e trash non adatti alla Capitale”

mercoledì, 18 Dicembre 2024
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Il dibattito sul concerto di Capodanno a Roma si accende con le dichiarazioni di Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Cultura della Camera. Al centro della polemica, la scelta del Comune di Roma di ingaggiare Tony Effe, artista noto per testi controversi che, secondo Mollicone, veicolerebbero messaggi violenti e trash, inadatti a una città simbolo come la Capitale, soprattutto in una serata dedicata alla speranza e all’universalità come il Capodanno.

“Il Comune ha sbagliato dall’inizio chiamandolo”, spiega Mollicone ai microfoni de Lo Speciale, sottolineando che la decisione di chiamare l’artista avrebbe dovuto essere più ponderata: “Non per censura, ma per una libera scelta sul messaggio artistico che una città come Roma vuole dare”. Una scelta, a suo avviso, legata alla responsabilità che una capitale ha nel proporre valori e modelli culturali. Per Mollicone, i messaggi veicolati da Tony Effe e da altri artisti del panorama della trap non sono compatibili con l’immagine di una città che si appresta a celebrare un evento simbolico come il Capodanno.
La critica non si ferma qui. L’esponente di Fratelli d’Italia mette in evidenza un problema culturale più ampio, denunciando la diffusione di una “subcultura mitopoietica” che si sta radicando nei quartieri periferici delle città italiane. “Messaggi violenti, duri e trash celebrano una subcultura che purtroppo si sta diffondendo nelle città suburbane italiane e nei quartieri periferici”, ha dichiarato, evidenziando come queste dinamiche rischino di rafforzare narrazioni negative tra le nuove generazioni.

L’appello di Mollicone a Carlo Conti su Sanremo

Mollicone non è nuovo a prese di posizione simili. Già nei giorni scorsi si era espresso in modo netto sul Festival di Sanremo, richiamando la Rai a una maggiore attenzione verso i testi delle canzoni. Ha ribadito l’importanza che i testi proposti non siano sessisti, violenti o offensivi, non solo verso le donne ma verso chiunque. L’appello, rivolto alla giuria e ai selezionatori della kermesse, ha trovato spazio anche in questa occasione, con Mollicone che ha sottolineato: “Ho condiviso il fatto che non fosse opportuno che Tony Effe cantasse a Roma”.

Sulla vicenda Sanremo, Mollicone ha comunque voluto rassicurare: “Sanremo è Sanremo”, ha dichiarato, confermando come la recente sentenza del TAR non influenzerà l’edizione 2025 e dicendosi fiducioso per il futuro. Secondo il presidente, la Rai ha la forza produttiva e il prestigio per organizzare il Festival ovunque, ma ha ribadito il rispetto verso la città di Sanremo, con la quale l’azienda ha un legame storico e simbolico.

Non resta più nessuno al concerto di Capodanno di Roma

Tornando al Capodanno romano, Mollicone auspica che in futuro il Comune valuti con maggiore attenzione il cast artistico, con l’obiettivo di preservare la coerenza dei messaggi simbolici che la città, soprattutto in una notte carica di significati, intende trasmettere. Intanto sono arrivate le rinunce anche di Mahmood e di Mara Sattei, gli altri due artisti di un cartellone ormai rimasto vuoto. Il sindaco Gualtieri e l’assessore ai grandi eventi Onorato dovranno dare spiegazioni e trovare soluzioni per salvare l’evento del Circo Massimo, altrimenti rischia seriamente di ritrovarsi il primo cittadino in un assolo di chitarra. Resta una delle figure peggiori di un’amministrazione incapace  di gestire un grande evento con l’autorevolezza e la competenza che la Capitale meriterebbe.

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