Una tempesta di dimensioni maggiori di quelle previste in queste ore è andata in scena sulla capitale ucraina Kiev a pochi giorni da Natale. Vladimir Putin ha scatenato l’inferno. Numerose forti esplosioni nella notte e alle prime luci dell’alba sono state udite nel centro di Kiev a breve distanza l’una dall’altra, dopo che le autorità avevano segnalato sui social media che almeno cinque missili balistici di provenienza russa erano stati lanciati verso la capitale ucraina. Colpito soprattutto il quartiere Golosivski, dove diverse auto parcheggiate in strada hanno preso fuoco. Secondo le prime stime ci sarebbe un morto ma il bilancio è destinato a salire tragicamente. Ore prima Kiev era già stata attaccata da un numero imprecisato di droni kamikaze che, secondo fonti militari ucraine sono stati neutralizzati dalle difese. Intanto Zelensky ha commentato il discorso di fine anno di Putin: “Penso che Putin sia un pericolo molto grande per tutti, pericoloso perché a lui non interessa nulla. E’ pazzo, penso. E credo che lo pensi anche lui. Lui ama uccidere”. E mentre in queste ore continua sui territori di guerra il faccia a faccia tra i due leader sgomento e apprensione dalla comunità internazionale. Putin si dice pronto a incontrare Donald Trump in qualsiasi momento e apre a negoziati sull’Ucraina con un leader legittimo regolarmente eletto. Ma non per un cessate il fuoco bensì per una pace durevole con garanzie per la Federazione Russa e i suoi cittadini.



