A mano a mano che ci si avvicina alla fine dell’anno, iniziano a pullulare siti web, programmi TV, libri, app e riviste che promettono di interpretare e profetizzare al meglio l’anno che verrà per tutti i dodici segni. Dall’amore al lavoro, dalla salute, alle relazioni, alla fortuna, ovunque si assiste a schiere di star di astrologi – veri, presunti o sedicenti tali, che stilano classifiche e previsioni al cui fascino calamitante pochi riescono a resistere.
L’astrologia, questo articolato complesso di credenze e tradizioni secondo cui le posizioni e i movimenti dei corpi celesti influiscono sugli eventi del singolo e della collettività, pare sia datata tra i popoli indoeuropei fin dal III millennio a.C. ed era strettamente legata all’astronomia.
Ancora oggi, leggere l’oroscopo per vedere “cosa ci riserva il fututo”, è un’abitudine diffusa tra ben 5 italiani su 10, che a fine anno toccano quota 9, a prescindere da generazione e strato sociale. E se le donne chiedono consigli su vita affettiva, sentimentale e salute, gli uomini sono più interessati a denaro, affari e lavoro. Sullo store di Apple sono disponibili più di 200 app dedicate all’astrologia, con un download ogni quattro secondi.
Ma quali sono le motivazioni recondite che spingono, diciamolo pure, tutti noi o quasi a consultare l’oroscopo? Per alcuni si tratta di un momento di semplice divertimento, intrattenimento, diletto e pura curiosità; altri lo leggono perchè affermano che li aiuta a comprendere meglio se stessi e le influenze degli astri sulla vita di tutti i giorni, oltre che la propria personalità e le relazioni con gli altri. C’è inoltre da dire che in un’epoca di crisi mondiali, insicurezza e instabilità, le stelle possono offrire una sorta di guida simbolica per orientarsi tra le difficoltà nella vita e per affrontare la paura del domani, dando quelle certezze e rassicurazioni che anche se suonano come false verità, sono comunque confortanti, nella speranza che, se positive, possano effettivamente realizzarsi e farci esclamare: “Toh, le stelle lo avevano previsto!”. Perchè sapere che prima o poi potrebbe accadere, è altamente rasserenante.
E infatti, nonostante l’evidente mancanza di prove scientifiche, chi crede alle profezie degli oroscopi, è indotto anche a credere che queste si applichino specificatamente a loro stessi, in quello che viene chiamato “effetto Barnum”, fenomeno per il quale ogni individuo, posto di fronte a una qualsiasi dichiarazione, pensa che sia a lui riferita, ritenendolola precisa e accurata, senza accorgersi che, in realtà, è vaga e applicabile a milioni di individui.
Perfino lo scrittore Milan Kundera era convinto che “L’oroscopo può essere uno strumento per conoscersi meglio” ma forse, come più prosaicamente affermava Eduardo De Filippo, “Essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male”. E allora, buon oroscopo 2025 a tutti.
di Loredana Capobianco



