Gli italiani che non si sono ritrovati l’accredito pensionistico si stanno chiedendo: ma quando pagano le pensioni a gennaio 2025? In realtà la risposta è semplice: come accade ogni anno, ci sono particolari disposizioni che influenzano la data di accredito e le modalità di pagamento nel primo mese del nuovo anno. Scopriamo tutti i dettagli su quando arrivano le pensioni, chi corre rischi e chi invece può stare tranquillo.
Quando pagano le pensioni a gennaio 2025? I motivi del ritardo
Il pagamento delle pensioni a gennaio non avviene il primo giorno del mese bancabile, come di consueto, ma in quello successivo e in questa occasione l’Inps ha comunicato l’accredito per il 3 gennaio 2025. Questa particolarità è dovuta alla necessità di chiudere le operazioni di rinnovo per il nuovo anno, come il calcolo della rivalutazione delle pensioni.
Inoltre, l’INPS specifica che: il pagamento è unico e comprende tutte le prestazioni pensionistiche e assistenziali del titolare.
Chi ritira in contanti deve rispettare un calendario basato sull’iniziale del cognome:
- 3 gennaio: cognomi A-C
- 4 gennaio: cognomi D-K
- 5 gennaio: cognomi L-O
- 8 gennaio: cognomi P-R
- 9 gennaio: cognomi S-Z
Un ulteriore elemento da considerare è la rivalutazione. L’indice provvisorio per il 2025 è pari allo 0,8%, con eventuali conguagli da effettuarsi nel 2026. Questo può comportare piccoli aggiustamenti, a credito o a debito, sul cedolino di gennaio.
Chi corre rischi sull’accredito?
Non tutti i pensionati possono ricevere la pensione senza complicazioni. In particolare:
- Importi superiori a 1.000 euro netti: il pagamento in contanti non è consentito; è obbligatorio indicare un conto corrente, un libretto postale o una carta prepagata.
- Conguagli a debito: se il ricalcolo IRPEF determina un importo superiore a 100 euro per chi riceve più di 18.000 euro annui, il conguaglio verrà trattenuto a rate fino a novembre.
- Beneficiari senza coordinate aggiornate: chi non ha comunicato all’INPS eventuali variazioni sul rapporto finanziario rischia ritardi nell’accredito.
È fondamentale, quindi, verificare il proprio cedolino tramite il portale INPS o contattare l’Istituto in caso di dubbi.
Chi non corre rischi?
Esistono categorie di pensionati che non subiscono ritardi o trattenute particolari:
- Pensioni inferiori a 18.000 euro annui: in caso di conguaglio a debito superiore a 100 euro, la rateizzazione è prevista fino a novembre, riducendo l’impatto economico mensile.
- Prestazioni di invalidità civile, assegni sociali e pensioni non tassabili: queste non sono soggette a trattenute fiscali.
- Chi riceve accrediti sotto i 1.000 euro: è possibile ritirare la pensione in contanti presso gli uffici postali senza obbligo di comunicare un rapporto finanziario.
In sintesi, chi rientra in queste categorie può affrontare il mese di gennaio senza particolari preoccupazioni essendo certo di ricevere il suo accredito della pensione.
Il mese di gennaio 2025 presenta alcune eccezioni rispetto alla prassi consueta, ma con le giuste informazioni è possibile pianificare tutto al meglio senza subire particolari ansie. Per ulteriori chiarimenti, si consiglia di consultare il portale INPS o rivolgersi agli uffici postali.



