L’incontro a Palazzo Chigi tra Elisabetta Vernoni, madre di Cecilia Sala, e la premier Giorgia Meloni ha segnato un passo importante nel caso della giornalista italiana detenuta in Iran. Durante il confronto, Vernoni ha condiviso le sue preoccupazioni e ribadito la determinazione a lottare per la figlia.
Cecilia Sala il video della madre all’uscita da Palazzo Chigi: “Soddisfatta da Meloni”
Elisabetta Vernoni ha espresso soddisfazione per l’approccio diretto e concreto della premier sul caso della figlia detenuta a Teheran. “Meloni ha fatto un salto di qualità,” ha dichiarato. “Mi ha fornito risposte precise e puntuali, e questo è ciò di cui avevo bisogno in un momento così difficile.”
Durante l’incontro, Vernoni ha affrontato il tema delle condizioni di detenzione della figlia, descrivendo una situazione al limite della dignità umana: “Cecilia dorme per terra, non ha nemmeno un cuscino o un materasso. Non posso accettare che nel 2024 mia figlia subisca condizioni così degradanti.”
Nonostante il dolore e l’angoscia, Vernoni si è definita un “soldato” accanto a sua figlia. “Non chiedo tempi certi per il suo rientro, ma esigo che le sue condizioni in carcere non la segnino per sempre. Cecilia è un’eccellenza italiana e merita rispetto.”
Le reazioni della politica
Il governo italiano ha ribadito il proprio impegno attraverso una nota ufficiale di Palazzo Chigi: “Confermiamo l’impegno presso le autorità iraniane per l’immediata liberazione di Cecilia Sala e, in attesa di essa, per un trattamento rispettoso della dignità umana.”
Il sottosegretario Alfredo Mantovano ha confermato che domani riferirà al Copasir sugli sviluppi delle azioni diplomatiche. Parallelamente, la Commissione straordinaria per i Diritti umani del Senato ha richiesto, attraverso la presidente Stefania Pucciarelli, “l’immediata scarcerazione e il rimpatrio di Cecilia Sala.”
Pucciarelli ha sottolineato: “Cecilia è detenuta senza giustificazione e in condizioni preoccupanti. È nostro dovere fare ogni passo per riportarla a casa e al suo lavoro prezioso per la democrazia.”
Un’attesa carica di speranza, ma i tempi sono indecifrabili
Ogni telefonata con Cecilia è un momento di grande emozione per Elisabetta Vernoni. “Arrivano quando vogliono loro, e purtroppo non portano mai buone notizie. L’ultima volta ho chiesto a Cecilia se avesse almeno un cuscino pulito e mi ha risposto che non ne ha. Sono momenti strazianti.”
Nonostante tutto, la madre mantiene la speranza, alimentata dalle rassicurazioni ricevute. “Sono qui ad aspettare, ma non abbasserò la guardia. Il nostro Paese deve fare la sua parte per riportarla a casa.”
Una partita a scacchi tra Italia e Iran
Nelle stesse ore, l’ambasciatore iraniano in Italia ha incontrato funzionari della Farnesina per chiedere il rilascio di un ingegnere iraniano fermato a Malpensa in seguito a un mandato di cattura internazionale emesso dagli Stati Uniti.
Questa richiesta sottolinea come il regime di Teheran sembri voler usare Cecilia Sala come pedina di scambio in quella che si profila sempre più come una sadica partita a scacchi geopolitica. Mentre la giovane giornalista rimane in condizioni carcerarie disumane, la pressione internazionale aumenta per rompere questo pericoloso gioco diplomatico.



