Referendum Autonomia differenziata bocciato: sconfitta per sindacati e sinistra, il governo esulta

lunedì, 20 Gennaio 2025
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La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il referendum abrogativo sulla legge Calderoli sull’autonomia differenziata delle Regioni, infliggendo un duro colpo ai sindacati, alle associazioni e ai partiti di sinistra che avevano sostenuto la consultazione popolare. La decisione rappresenta una vittoria per il governo e, in particolare, per la Lega, che aveva fatto della legge un cavallo di battaglia.

Secondo la Corte, il quesito referendario mancava di chiarezza rispetto all’oggetto e alla finalità, pregiudicando una scelta consapevole da parte degli elettori. “L’autonomia differenziata non può essere oggetto di referendum abrogativo, ma solo di revisione costituzionale”, hanno sottolineato i giudici.

La maggioranza esulta, Tajani apre al dialogo

La bocciatura è stata accolta positivamente dal governo. Antonio Tajani, segretario di Forza Italia, ha commentato: “Lo stop della Consulta consentirà al Parlamento di tornare a lavorare su un testo equilibrato, che tenga conto dei rilievi della Corte. I servizi essenziali devono essere garantiti a tutti i cittadini, ovunque essi vivano. Forza Italia sarà garante che la legittima richiesta di maggiore autonomia da parte delle Regioni con un più alto residuo fiscale non si traduca in una penalizzazione per le altre, che devono essere messe nelle condizioni di migliorare qualità e quantità dei servizi offerti ai cittadini”.

Le opposizioni deluse: Magi e Landini attaccano

Sul fronte opposto, sindacati e partiti di sinistra hanno espresso profonda delusione. Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, ha dichiarato: “In attesa di conoscere le ragioni dell’inammissibilità, ribadiamo la nostra convinta opposizione alla legge Calderoli. Siamo contrari a una norma che accentua le disuguaglianze. In accordo con tutti i soggetti promotori con cui abbiamo raccolto le firme, metteremo in campo tutte le iniziative necessarie per chiedere al Parlamento l’abrogazione della legge”.

Anche Riccardo Magi, segretario di +Europa, ha commentato con amarezza la bocciatura del quesito sull’autonomia davanti Montecitorio: “Eravamo convinti delle ottime ragioni di ammissibilità del quesito di abrogazione totale. A nostro avviso, sarebbe dovuto sopravvivere quel quesito per dare ai cittadini la possibilità di esprimersi contro una norma così divisiva. Ora sarà più difficile raggiungere il quorum sugli altri referendum, ma non ci arrendiamo. Serve uno sforzo di mobilitazione ancora maggiore”.

Il futuro del dibattito sull’autonomia dopo questa decisione

Nonostante la bocciatura, il tema dell’autonomia differenziata rimane al centro del dibattito politico. La Consulta aveva già indicato la necessità di modifiche sostanziali alla legge Calderoli, soprattutto sui Livelli essenziali di prestazione (Lep) e sulla gestione di settori strategici come energia, scuola e trasporti.

Magi ha aggiunto che il governo ha il dovere di non ostacolare la partecipazione democratica: “Ci aspettiamo che il governo, anche se contrario, inviti i cittadini a votare. I referendum si uccidono con la mancanza di informazione e l’astensione, non con il dissenso. Questo vale anche per gli altri quesiti referendari, che trattano temi fondamentali per la vita e i diritti di migliaia di persone”.

Con la bocciatura del referendum, il Parlamento avrà il compito di rivedere una legge che ha diviso il Paese, cercando di conciliare le richieste di autonomia delle Regioni più ricche con la necessità di garantire servizi equi per tutti. Allo stesso tempo, le opposizioni e i promotori dei referendum lavoreranno per mantenere alta l’attenzione sul tema, cercando di mobilitare i cittadini attorno a una campagna che pone al centro diritti e partecipazione.

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